Miritorniinmente

8 settembre 1957: la sedicenne Martha Argerich vince il “Busoni”

Con la pianista argentina, allieva del grande Arturo Benedetti Michelangeli, nasce una stella



BOLZANO. È una sedicenne argentina, Martha Argerich (allieva del grande Arturo Benedetti Michelangeli), a vincere ai primi di settembre del 1957, la nona edizione del Concorso pianistico Busoni. Una consacrazione che la lancerà nell'olimpo della musica classica mondiale.

È infatti considerata una delle pianiste più autorevoli della seconda metà del Novecento. L'annuncio della vittoria viene dato dal maestro Cesare Nordio, scrive l'Alto Adige, «dopo una lunga riunione della giuria. Un caloroso applauso ha salutato la vittoria della giovane, determinata pianista, che, salita sul podio, è stata complimentata dal presidente e dai componenti della giuria». Il secondo premio viene assegnato ex equo ai pianisti statunitensi Ivan Davis e Jerome Löwenthal. Al tedesco Ludwig Hoffmann il premio speciale del pubblico, invitato a votare su apposite schede.

«Il maestro Nordio, dopo aver dato lettura dei risultati, ha espresso il suo ringraziamento agli illustri maestri che hanno fatto parte della giuria per la faticosa opera svolta e al pubblico che ha seguito la manifestazione con vivo interesse e genuina passione musicale. Mai come quest'anno la valutazione del pubblico, e probabilmente della stessa giuria, si è rivelata difficile e incerta».Dopo il Concorso Busoni, Argerich conquista rapidamente il mondo musicale con il suo talento eccezionale e il virtuosismo travolgente. Una carriera internazionale che l'ha vista esibirsi nelle sale più celebri, collaborando con orchestre e direttori di primo piano.

La sua interpretazione delle opere di Chopin, Liszt, Ravel e Prokofiev è rimasta leggendaria, combinando potenza, passionalità e raffinata sensibilità.Oltre ai recital solistici, ha sviluppato un'intensa attività cameristica, in particolare con grandi artisti come Rostropovich, Zukerman e Barenboim.

Martha Argerich ha continuato a ricevere premi prestigiosi e riconoscimenti mondiali, consolidando il suo status di icona del pianismo del XX e XXI secolo. Argerich ha spesso promosso la formazione di giovani pianisti (tra gli altri, Alessandro Mazzamuto, Gabriele Baldocci, Mauricio Vallina, Sergio Tiempo, Polina Leschenko), per mezzo dei suoi festival annuali a Lugano (Progetto Martha Argerich).













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