Animali e piante, studio a tre per mappare l’intero Alto Adige

Bolzano. Quali animali e quali piante vivono in Alto Adige? Il numero delle specie è in diminuzione o in aumento? Sono le principali domande alle quali cerca di rispondere il progetto quinquennale...

Bolzano. Quali animali e quali piante vivono in Alto Adige? Il numero delle specie è in diminuzione o in aumento? Sono le principali domande alle quali cerca di rispondere il progetto quinquennale sulla biodiversità avviato nel 2019 dall’Istituto per l’Ambiente Alpino dell’Eurac assieme al Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige e l’Ufficio provinciale per la Natura.

I risultati della prima fase di studio saranno presentati quest’oggi alle 18 in una conferenza online (sia in italiano che in tedesco) all’indirizzo https://youtu.be/0metVuXIzxc.

La ricerca vede impegnati esperte ed esperti nell’esaminare la biodiversità in un totale di 320 siti sul territorio, come prati, pascoli, campi, colture permanenti, foreste, habitat delle zone umide, aree di insediamento, habitat alpini e acque fluviali. Vengono analizzati diversi gruppi di animali e piante, come piante vascolari, uccelli, pipistrelli, cavallette e farfalle, ma anche coleotteri, insetti e ragni, nonché muschi, licheni e larve di mosche efemere, mosche stone fly, tricotteri e ditteri.

Numerosi indicatori sulla flora e la fauna dell’Alto Adige sono già raccolti nella banca dati del solo Museo di Scienze Naturali, che conta quasi un milione di inserimenti, tuttavia solo una piccolissima parte di questi è stata raccolta sistematicamente, motivo per cui di solito non è possibile trarre conclusioni precise sulle tendenze e sulle relazioni ecologiche. La situazione appare infatti molto diversa se i dati sono raccolti secondo un protocollo standard: tali dati possono ad esempio essere utilizzati per capire come le singole pratiche di utilizzo del terreno, la concimazione, lo sfalcio, gli erbicidi, ecc., influiscono sui singoli gruppi di organismi. In secondo luogo, il monitoraggio permette di capire come la biodiversità cambia nel tempo.

Il progetto mira inoltre a promuovere ulteriormente e a mettere in rete la ricerca sulla biodiversità nel territorio locale.

Nel corso della conferenza online, sarà Andreas Hilpold dell’Istituto per l'Ambiente Alpino e coordinatore del Monitoraggio della Biodiversità dell’Alto Adige, a presentare i risultati delle prime due stagioni di rilevamento.