“Gli Indifferenti”  con le musiche di Franceschini 

Cinema. Il compositore trentino e la Haydn per la colonna sonora Nel film anche Valeria Bruni Tedeschi e Giovanna Mezzogiorno

di Fabio Zamboni

Bolzano. Dentro uno dei film più attesi della stagione – il remake de “Gli Indifferenti” ispirato al capolavoro di Moravia - batte un cuore che gli appassionati di musica della nostra regione conoscono bene: le musiche del film, che dal 24 novembre uscirà sulle maggiori piattaforme online, sono firmate dal compositore trentino Matteo Franceschini. Ed eseguite dall’Orchestra Haydn diretta dal Maestro Marco Angius con il “nostro” Ensemble Vocale Continuum diretto da Luigi Azzolini. Questo film-evento, che si ispira al romanzo del 1929 ambientato nell’alta borghesia romana e che rilancia la storia già sviluppata nel 1964 in un film in biancoenero interpretato da Rod Steiger e Claudia Cardinale, è diretto da Leonardo Guerra Seràgnoli e interpretato da Valeria Bruni Tedeschi, Edoardo Pesce, Vincenzo Crea e Giovanna Mezzogiorno e si avvale di una colonna sonora che Franceschini ha elaborato in un lungo processo durante il lockdown di primavera Ce lo racconta lo stesso compositore, al telefono da Parigi, la città dove si è formato e dove da undici anni vive con la sua famiglia . Legatissimo al Trentino-Alto Adige e alla sua Trento dove il padre Armando era direttore del Conservatorio, molto apprezzato a Bolzano dove ha lavorato con la Fondazione Teatro e con la Haydn, Matteo coltiva un sacco di progetti e vanta una carriera così avviata da aver ricevuto nel 2019 il Leone d’argento a Venezia proprio come riconoscimento della sua costante crescita. «Quella del cinema è stata un’esperienza nuova e molto appagante. Ho lavorato fianco a fianco col regista sin dalla costruzione delle immagini, al punto che il regista mi ha coinvolto anche in aspetti non musicali».

Suoni legatissimi alle immagini oppure godibili anche svincolati dal film?

Questa è una vera colonna sonora, costruita ad hoc, una musica direi melodrammatica con un occhio a Verdi, di cui cito due frammenti della Traviata. Questo per dare corpo anche sonoro alla passione e alla speranza della trama, con una voce però contemporanea: è una musica orchestrale, molto italiana e molto lirica, filtrata dalla mia passione per l’elettronica.

E il film com’è?

Molto bello, forte, e molto attuale, perché la storia e il linguaggio sono attualizzati.

Altri progetti?

Una valanga: vorrei sviluppare il mio progetto “Tovel” che fonde classica, rock ed elettronica alla ricerca di nuove sonorità che mi coinvolgono anche come performer. Nel 2019 alla Biennale ho presentato “Songbook” visibile ora anche su Youtube: l’idea è di fare un vero e proprio tour, in cui io suono basso e live electronics. Poi curo un progetto che sposa violoncello ed elettronica.

E il rapporto con la nostra regione, decollato nel 2011 con le musiche per l’opera “My Well to Hell” della Fondazione Teatro di Bolzano?

«Un rapporto prezioso, che nel 2020 è sfociato in una residenza con l’Orchestra Haydn: ho firmato le musiche per il “Requiem” in programma a Bolzano Danza, rinviato per la pandemia. Un lavoro molto impegnativo per un balletto del coreografo Radhouane El Meddeb. Una grande esperienza». Chi è interessato lo può vedere dal 24 novembre sulle piattaforme Chili, Sky, Apple Tv, Rakuten Tv, Infinity, Miocinema e IorestoinSala.