Merano Jazz parte stasera con la musica di Ivan Lins 

La rassegna. Con il musicista brasiliano anche Antonio Faraò, Nema Antunes e Mike Baker  Domani al Teatro Kimm il concerto della contrabbassista May Han Oh con il suo quartetto

Di Giuseppe Segala

Merano. Parte questa sera, 10 giugno, la 23esima edizione di Merano Jazz, con l’atteso concerto che vedrà sulla scena del Teatro Kimm, alle 21, l’interprete e compositore brasiliano Ivan Lins. Insieme a lui, un pianista di punta della scena italiana come Antonio Faraò, il contrabbassista Nema Antunes e il batterista Mike Baker. Lins ha alle proprie spalle una carriera artistica lunga cinquant’anni, scaturita come per caso da un giovane laureato in ingegneria chimica, nato a Rio de Janeiro ma cresciuto a Boston, che si dilettava a scrivere canzoni accompagnandosi con il pianoforte. Certo, non avrebbe mai immaginato di vederle interpretate da star come Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Barbra Streisand, Chaka Khan. Non avrebbe immaginato di vincere con la propria musica un Grammy Award, per l’interpretazione di “She Walks This Earth” da parte di Sting, e più volte i Latin Grammy Awards. Nella propria attività, scaturita dalla sorgente melodica e ritmica brasiliana, Lins ha incrociato spesso la strada di grandi artisti del jazz e della musica nera, da George Benson a Quincy Jones. E anche nell’ambito del jazz italiano ha collaborato con tanti solisti: lo scorso anno era al festival di Ravello con Ferruccio Spinetti e Giovanni Ceccarelli.

Domani, 11 luglio, sempre al Teatro Kimm, si esibirà la contrabbassista May Han Oh, che lo scorso anno il pubblico di Merano Jazz ha potuto apprezzare nel quartetto di Pat Metheny, dove ha dimostrato di aderire alla musica di un leader esigente e nel contempo di saper ritagliare momenti in cui emergeva il suo temperamento solistico, di grande pregnanza. In questa occasione presenterà il proprio quartetto, con Matthew Stevens alla chitarra, Greg Ward ai sassofoni e Rudy Royston alla batteria. Nata in Malesia e cresciuta in Australia, la contrabbassista ha completato poi i suoi studi negli Stati Uniti, alla Manhattan School of Music, e si è messa in luce attraverso una serie di collaborazioni che la hanno vista tra l’altro al fianco di Joe Lovano, Dave Douglas, Vijay Iyer e Geri Allen. Come leader ha registrato quattro dischi, due dei quali pubblicati dall’etichetta dello stesso Douglas, la Greenleaf Records. Il rapporto con i musicisti dell’attuale quartetto si è andato consolidando nel corso degli anni: Royston, già collaboratore di Douglas e molto richiesto sulla scena statunitense, è con lei fin dalla registrazione del Cd “Initial Here”, del 2012; il chitarrista Matthew Stevens era presente nell’album “Walk Against Wind”, del 2017. Più recente è la collaborazione con il sassofonista Greg Ward, attivo prima sulla scena di Chicago e poi a New York, il cui nome compare al fianco di un gruppo di culto come Tortoise e di musicisti significativi della scena contemporanea, come i batteristi Makaya McCraven e Mike Reed, e la flautista Nicole Mitchell.

Inizia oggi a Merano pure l’attività dell’Accademia Jazz Mitteleuropea diretta da Franco D’Andrea, che ormai da diciotto edizioni accompagna lo svolgimento del Festival Jazz. Quest’anno l’apprezzato trombonista statunitense Ray Anderson guiderà la masterclass, mentre tra i docenti delle varie sezioni spiccano la vocalist Anna Lauvergnac, il trombettista Matthias Schriefl, il sassofonista Pietro Tonolo e il percussionista Mamadou Diabatè, originario del Burkina Faso.