L'Intervista

Penelope Frego, l'attrice altoatesina che recita tra Italia e Germania: «Farò sempre meglio»

Nata a Bolzano e cresciuta tra pattini e palcoscenici, Penelope Frego ha lasciato l'Alto Adige per formarsi in una prestigiosa accademia di recitazione in Germania. Oggi recita in produzioni Rai e serie tedesche di successo, senza dimenticare le radici
 


Daniela Mimmi


BOLZANO. Tutto è iniziato per una brutta caduta a scuola. Pattinatrice artistica molto promettente, Penelope Frego è stata costretta ad appendere i pattini al muro. «Ero disperata e ho pianto tanto. Il pattinaggio era la mia passione. Passavo tutti i pomeriggi alla Sill e i weekend a fare gare. Sono stata sempre molto sportiva: facevo danza, equitazione, scherma. Mancandomi lo sport, mi sono trovata persa, con interi pomeriggi vuoti. Così mi sono iscritta al corso di recitazione del mio liceo, il Torricelli, per prendere parte al Festival studentesco. Ho recitato un testo che avevo scritto insieme a una compagna e siamo arrivate seconde. Da lì è iniziato tutto: mi sono resa conto che mi piaceva recitare, mi riusciva bene, mi piaceva stare su un palco».

Con la spinta della madre a migliorare il tedesco, Penelope è partita per la Germania, dove ha frequentato una accademia di recitazione prestigiosa. E lì è diventata famosa.

La carriera in Germania e in Italia

In Germania ha recitato in serie tv come "Squadra Speciale Colonia", "Wishlist", "Soko", "Einstein", "Heldt" e la soap opera "Unter Uns". Solo negli ultimi due anni è apparsa in produzioni di grande successo come "Der letzte Bulle", "Ingo Thiel - Die Frau ohne Gesicht" e "Take the money and run". Sugli schermi italiani ha interpretato Margherita nella serie Rai "Vite in Fuga" e Alice in "Hoganbiiki, il valore della sconfitta" del regista Enzo Dino. Più recentemente l'abbiamo vista nel ruolo di Karla nella serie Rai Fiction "Prima di noi", diretta da Daniele Lucchetti e trasmessa in gennaio da Rai1. Parallelamente alla carriera d'attrice, ha frequentato l'Human Resource Development e la facoltà di psicologia all'Università di Colonia, dove ora punta al master.

Come sei arrivata alla recitazione?

«Ero una pattinatrice artistica e dopo un infortunio mi sono ritrovata senza sport. Mi sono iscritta al corso di recitazione del liceo Torricelli quasi per caso, ho recitato un testo scritto con una compagna e siamo arrivate seconde al Festival studentesco. Da lì ho capito che il palcoscenico faceva per me».

Perché hai scelto la Germania?

«Mia madre mi diceva sempre di migliorare il tedesco. Sono partita contenta, avevo anche un fidanzatino a Stoccarda. Poi sono rimasta perché volevo frequentare una seria accademia di recitazione in tedesco. All'inizio non è stato facile, conoscevo solo il tedesco scolastico».

Essere altoatesina ti ha dato vantaggi?

«Sicuramente. Prima di tutto sapere due lingue, e già questo aiuta ad impararne altre. E poi lo sport: fare sport ti insegna la disciplina, il coraggio, i sacrifici, la determinazione. È una grande lezione di vita».

Cinema o televisione: cosa preferisci?

«Sono due cose molto diverse. Per il cinema ci vuole più tempo: se per girare 2 minuti ci vuole un giorno intero, nelle fiction in un giorno se ne girano 15. Al cinema ripeto sempre la stessa scena, nelle fiction è tutto più veloce. Mi è anche capitato qualcosa di buffo: mi hanno chiamata a Bari per girare una scena, e arrivata sul set mi sono trovata in piena Francoforte. La troupe aveva ricreato tutto lì. Io avevo preso un aereo per essere praticamente a casa».

Cosa ti ha dato lo studio della psicologia?

«La psicologia mi ha dato strumenti per capire il mondo, essere più forte ma anche più prudente. Mi ha insegnato a non trarre conclusioni affrettate e ad avere pazienza nel costruire i personaggi».

Cosa significa per te il successo?

«Non so ancora cosa sia. È costruire la propria carriera passo dopo passo, con onestà, dedizione, sacrifici. Per me è già stato un successo essere scritturata per parti importanti, come Karla in "Prima di noi". Sono stata contenta di girare finalmente in Italia, soprattutto a Venezia, e di recitare nella mia lingua».

Cosa ti manca dell'Alto Adige?

«Adoro l'Alto Adige e adoro Bolzano. Anche mio marito, italiano ma nato in Germania, le ama entrambe. Della mia terra mi mancano la natura, il sole e la cucina. Mi sono però portata l'apparecchio per fare gli Spätzle».

Hai un'attrice di riferimento?

«Ne ho due: Keira Knightley e, come intramontabile classico, Whoopi Goldberg».

Qual è il ruolo che ti è piaciuto di più?

«Il ruolo di Alice in "Hoganbiiki, il valore della sconfitta": è una ragazza completamente diversa da me, tutta da costruire. Mi piacciono i ruoli di donne forti, con grinta».

Cosa ti aspetti dal futuro?

«Cerco di continuare a crescere. I miei ruoli sono sempre più importanti, mi chiamano per casting di produzioni di rilievo. Ho sete di fare sempre di più e meglio».













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