Archeologia

Porta Veronensis, nuovo allestimento e riapertura entro il 2026

Il Comune punta a riaprire entro il 2026 il sito sotto piazza Duomo, chiuso dal 2015. In estate partiranno i lavori con un nuovo percorso di visita, illuminazione e apparati più chiari. Il progetto è condiviso con la Soprintendenza e sarà gestito in accordo con il Museo Diocesano



TRENTO. Entro la fine del 2026 il sito archeologico di Porta Veronensis, sotto piazza Duomo ai piedi della Torre Civica, dovrebbe riaprire al pubblico con un nuovo allestimento e una nuova illuminazione. La Giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo dei lavori, che verranno eseguiti nel corso della prossima estate con l’allestimento del cantiere in piazza. L’accesso al sito avverrà come in passato passando attraverso il Museo Diocesano, con cui dovrà essere definita anche la strategia gestionale.

Il sito è chiuso dal 2015. In questi mesi sono già stati completati alcuni interventi preliminari, tra cui la demolizione dei controsoffitti e degli impianti all’interno dell’area archeologica e l’impermeabilizzazione della copertura. È stato inoltre eseguito un rilievo tridimensionale dell’intero complesso, utile sia per il progetto di allestimento sia per eventuali futuri apparati multimediali. La proposta è stata condivisa con la Soprintendenza per i Beni culturali di Trento, in particolare con l’ufficio Beni Archeologici competente sul sito.

Il nuovo percorso di visita prevede apparati aggiornati per la descrizione dei resti e una ricostruzione tridimensionale in filo di ferro di alcuni volumi di cui oggi rimane soltanto il basamento. Si tratta di strutture leggere e semitrasparenti, sospese al soffitto, pensate per aiutare i visitatori a comprendere meglio l’inserimento delle strutture nel contesto originario. I primi resti di Porta Veronensis emersero casualmente dal 1920, durante lavori alle fognature della piazza soprastante, mentre gli scavi e la realizzazione del sito risalgono tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta.

Il progetto coinvolge diversi professionisti coordinati dall’architetta Anna Bruschetti del Comune di Trento. La progettazione architettonica è stata affidata allo Studio Weber + Winterle Architetti, mentre l’ingegner Paolo Callegari seguirà il coordinamento della sicurezza. L’ingegner Oscar Nichelatti curerà la progettazione degli impianti elettrici e di illuminazione, l’ingegner Fabio Ferrario la relazione tecnica sullo stato delle strutture, la verifica delle parti esistenti e la progettazione degli interventi strutturali. Nella sua forma definitiva, risalente alla metà del I secolo d.C., la porta era gemina, con due aperture affiancate e due torri poligonali a sedici lati, con un passaggio per i pedoni e uno per i mezzi.













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