Scende il gelo tra “Monteverdi” e Unibz 

bolzano. Musica ribelle. Si allarga la trincea tra il Conservatorio e la Lub. Tanto che i professori guardano al travaso nella nuova, costruenda facoltà, con crescente disagio. «Cosa diventeremo?...

di Paolo Campostrini

bolzano. Musica ribelle. Si allarga la trincea tra il Conservatorio e la Lub. Tanto che i professori guardano al travaso nella nuova, costruenda facoltà, con crescente disagio. «Cosa diventeremo? Quale sarò la nostra qualifica futura: assistenti?» si chiedono tutti, dopo aver sbirciato tra le pieghe dello schema che la Lub sta preparando per loro senza ancora averli consultati. E lanciano una provocazione: «Arturo Benedetti Michelangeli, se oggi fosse ancora con noi verrebbe considerato non più docente universitario ma semplice assistente...». Ecco il paradosso. Che è ben dentro, secondo autorevoli indiscrezioni, alla bozza di riforma elaborata dall’ ateneo (attraverso una commissione con tutti consulenti esterni) e che sarà inviata nella mani di Kompatscher. «E questo prima che a noi - dice Roberta Gottardi -, ma è tutto il processo di elaborazione della cornice entro cui si svolgerà il passaggio ad essere stato attuato senza mai consultare il Monteverdi» . Lei, con Carlo Benzi e Luigi Azzolini, ha firmato una durissima nota delle rappresentanze sindacali unitarie del conservatorio. La quale costituisce lo specchio di un disagio profondo che tocca le corde, tutte personali, anche di una identità professionale che potrebbe essere rivoluzionata. «Peggio , subordinata a nuove figure accademiche che verrebbero create a tavolino». Lasciandosi alle spalle, in un formale ridimensionamento dettato anche dalla definizione del nuovo conservatorio (“scuola di musica”) , tutta una tradizione che, sulla spinte di figure emblematiche di insegnanti e artisti come, appunto, Benedetti Michelangeli, ha disegnato la storia della formazione musicale altoatesina. «Perchè l’ insegnamento strumentistico costituisce la base, le fondamenta, di ogni altra possibile formazione accademica» aggiunge la docente-sindacalista. Per questo la rsu ha chiesto «precise informazioni» al rettore Lub che sta coordinando il passaggio istituzionale e ha poi informato sia palazzo Widmann che il ministero, a Roma. «Notizie e indiscrezioni emerse a margine di colloqui sempre informali, ma dopo un lungo periodo privo di qualsiasi informazione - scrivono i sindacati - stanno destando molte perplessità e reali timori nei confronti del passaggio sancito per legge del Monteverdi alla libera università».

Tanto che proprio rispetto all’ obiettivo accorpamento, si potrà misurare, e senza mezzi termini, la reale capacità progettuale e innovativa della stessa autonomia altoatesina. E questo è un segnale molto preciso lanciato nei confronti del Landeshauptmann che, per primo, ha ricevuto lo schema del passaggio e che è dunque parte politica attiva del processo stesso.

«Si teme , nel disegno che si sta prospettando - scrivono ancora i docenti - uno stravolgimento ed un ridimensionamento della figura dell'attuale docente del Monteverdi che, oltre a svolgere la propria professione, cura e rilascia diplomi accademici di primo e secondo livello». E qui scende in campo l’ ambito contrattuale entro cui un professore del Conservatorio verrebbe immesso: quella, appunto, dell’ assistente. In un quadro di riferimento degli attuali consulenti Lub che hanno elaborato la bozza, entro cui si rischia di misurare competenze e prerogative del corpo docente del Monteverdi con parametri non omogenei, tutti commisurati invece ad una ipotetica istituzione universitaria. Si tratta, insomma, di adeguare i codici di riferimento musicale e professionale prima di muoversi in un terreno ancora vergine. E qui si torna a bomba: perchè nessuno del Monteverdi è stato mai coinvolto nella stesura della bozza? su che schemi hanno lavorato alla Lub? Da qui il timore, già espresso nei giorni scorsi dal direttore Fornari, di poter essere posti, alla fine, davanti al fatto compiuto. «La rsu ricorda che ogni modifica dello statuto dell'università volta ad assorbire il conservatorio di musica deve essere controfirmato dal direttore del Monteverdi stesso ed essere prodotta d’ intesa col presidente della Provincia». E sono pronte “tutte le iniziative possibili”. Perchè il rischio è che, anche nei prossimi testi di storia della musica, anche il professor Arturo Benedetti Michelangeli possa essere ricordato come “assistente Michelangeli”. Anche solo a scriverlo , suona già male.