Transart oggi alza il sipario con lo scandaloso Lauwers 

Il festival del contemporaneo. Questa sera a Bolzano la Needcompany con “All the good” Lo spettacolo, firmato dal regista Leone d’Oro nel 2014, arriva in Alto Adige in prima nazionale

di Marzio Terrani

Bolzano. La Frankfurter Allgemeine l’ha paragonato alla serie Netflix “How to sell drugs online (fast)”, per cui il termine “esplicito” è un understatement se riferito al linguaggio e le espressioni utilizzate oltre ai palesi riferimenti e scene a sfondo sessuale. Ma rispetto alla serie Netflix il nuovo spettacolo di Needcompany “All the good” è ancora più divertente, fantasioso e liberatorio e soprattutto...è dal vivo. Firmato dal regista Jan Lauwers – Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia nel 2014 – lo spettacolo è stato presentato pochi giorni fa alla Rhurtriennale e sarà proposto in prima italiana al festival Transart 19, oggi 11 settembre alle 20.30 nel suggestivo “hangar” delle Officine FS di Bolzano, in apertura della rassegna di cultura contemporanea altoatesina. C’è molto di confuso, giocoso, poeticamente insensato, nel procedere dell’azione, ma il ritratto del mondo, della società, della famiglia e dell’arte che Jan Lauwers tratteggia è profondo, sincero, spiazzante. Sul palco con lui c’è la sua famiglia, la moglie Grace Ellen Barkey ed i figli Victor e Romy, impegnati ad interpretare sé stessi o piuttosto una versione scenica di sé stessi. Realtà e finzione si mescolano; il danzatore israeliano Elik Niv interpreta il fidanzato della figlia di Lauwers – finzione – ma anche sé stesso, l’ex soldato di una milizia speciale israeliana in congedo diventato ballerino dopo una lunga riabilitazione. I piani si confondono ma la performance trasmette un senso di verità. Genitori e figli parlano apertamente di amore e sessualità, in due ore di spettacolo la nudità viene esposta in una palette di varianti, dal gioco alla violenza fino alla più cruda oscenità ed erotismo. Uno spettacolo consolatorio, che parla della perdita, ma anche della speranza. Domani, giovedì 12 settembre alle 18.30 invece Transart si sposta al NOI Techpark per il concerto/performance multisensoriale dal titolo “Polar Force”. Il pubblico sarà accolto in una struttura bianca gonfiabile simile all’interno di un grande igloo dove i performer Eugene Ughetti e Matthias Schack-Arnott manovreranno degli strumenti ideati da loro per manipolare l’aria pressurizzata, il ghiaccio e l’acqua, fondendone i suoni a dei campionamenti registrati sul campo in Antartide. Potrete dunque chiudere gli occhi ed immaginare di trovarvi sulla superficie gelata, testimoni di qualcosa di sinistro a metà strada tra ricerca scientifica d’avanguardia ed una spedizione polare. Una vera e propria immersione musicale nel paesaggio incontaminato dell’Antartide, ideata dal compositore Eugene Ughetti e la compagnia australiana Speak Percussion. Quest’ultima è tra le realtà più all’avanguardia della nuova musica australiana, con oltre 100 commissioni di nuove opere di musica contemporanea e una vivace attività concertistica in tutto il globo. “Polar Force” è la più recente produzione dell’ensemble e sarà presentata a Transart in prima italiana. Una primizia di straordinaria attualità viste le mire malsane dei Paesi che minacciano proprio l’integrità dell’Antartide.