L’Hgv: «Il volo diretto per Parigi può far crescere il turismo»
Il presidente Berger: «Ci consentirebbe di aumentare la permanenza media e di intercettare nuovi clienti. L’obiettivo del 2026? Il ritorno alla normalità: oggi arabi e cinesi a rischio»
BOLZANO. «Per riuscire a intercettare nuovi turisti potrebbe rivelarsi molto utile il volo diretto Bolzano - Parigi a cui so che l'attuale gestore dell'aeroporto Gostner sta lavorando»: a parlare è Klaus Berger, 54 anni, nuovo presidente dell'Hgv, che gestisce con la famiglia dal 2015 l'Hotel Post Gries di Bolzano.
Ha debuttato ufficialmente a novembre come presidente dell'Unione Albergatori intervenendo a Castel Freudenstein ad Appiano. Il settore, complici le guerre, oggi sta navigando a vista anche se prevale un cauto ottimismo. I dati del 2025 sono più che lusinghieri: 38,241 milioni di pernottamenti con una permanenza media di 4,22 giorni e quelli (parziali) del 2026 incoraggianti (6,902 milioni).
Presidente, cosa vede nel futuro dello scalo bolzanino?
Lo ritengo un aeroporto ideale per la nostra dimensione, uno scalo regionale con un impatto ridotto anche dal punto di vista ambientale. Detto questo, un volo diretto per Parigi garantirebbe più clientela internazionale. Aiuterebbe anche ad aumentare la lunghezza media dei soggiorni, visto che si ragiona su voli settimanali. Potremmo riuscire a intercettare una parte di mondo che oggi ci ritiene una destinazione non ideale dal punto di vista della raggiungibilita.
Ritiene le attuali infrastrutture sufficienti per il turismo altoatesino?
Con il treno nuovamente in funzione in Val Pusteria andrà meglio mentre in Oltradige siamo soprattutto noi altoatesini a produrre traffico.
Ritiene ci sia un problema di overtourism in Alto Adige?
Secondo i dati Idm abbiamo 38 milioni di pernottamenti ma in termini di flussi al momento è tutto tranquillo. Certo, ci saranno zone e giorni in cui registreremo qualche picco ma in termini assoluti siamo ben strutturati. La destagionalizzazione ci aiuterà a redistribuire al meglio gli ospiti.
La guerra rappresenta un'incognita per le prenotazioni?
Certo, dovremo capire come procede. Questa situazione di grande incertezza non giova a nessuno. Negli ultimi anni c'è stato un incremento di arabi e asiatici e questi ultimi verosimilmente mancheranno. Se non ci sono i voli è difficile che arrivino.
Il tema privatizzazione delle Aziende di soggiorno di Bolzano e Merano pare accantonato. Non crede?
Direi che è passato in secondo piano. Tra l'altro a Bolzano è in arrivo anche il rinnovo del cda.
Vede bene la nuova regolamentazione che l'assessore provinciale Alfreider ha studiato per passo Gardena?
La ritengo una cosa positiva e la sperimentazione partirà a settembre. Bisogna testare anche altrove modelli simili a quello di Braies che mi pare funzioni.
I prezzi degli impianti di risalita, in diverse zone della provincia, sono saliti alle stelle. Non trova?
Un fatto estremamente positivo è che oltre il 70 cento delle seggiovie abbia aderito alla formula con l'Alto Adige Pass (che prevede forti sconti ai residenti ndr). Sui prezzi noi, come albergatori, possiamo fare poco. Di sicuro vanno cercate soluzioni per tutelare la gente del posto.
Quali sono le sfide principali per il turismo altoatesino per il 2026?
Il ritorno alla normalità è la vera priorità per tutti. Navighiamo a vista. Non è l'anno giusto per fare previsioni.