Pasqua 2026 Alto Adige, sapori locali, imprese artigiane e sfide future
Settore in evidenza con prodotti tipici e forte radicamento locale. Oltre 600 le imprese sul territorio e dati nazionali rilevanti, ma pesano costi e carenza di personale
BOLZANO. Con l’avvicinarsi della Pasqua, l’artigianato alimentare dell’Alto Adige si presenta con tutta la sua varietà, unendo tradizione, creatività e identità locale. Pasticceri, panettieri, macellai e gelatieri offrono prodotti legati alla festività, puntando su qualità e ingredienti regionali.
Il settore ha un peso rilevante anche nei numeri: in Italia operano circa 53.000 aziende nell’artigianato alimentare, tra dolciumi, prodotti da forno, gelati e lavorazione della carne. Di queste, oltre 37.000 sono artigianali, pari a circa il 70% del totale. In Alto Adige se ne contano circa 600. «Questa forte impronta artigianale garantisce qualità, flessibilità e un legame profondo con l’identità locale», sottolinea Klaus Kofler.
La ricchezza del comparto emerge anche guardando alle tradizioni: in Italia si contano 1.699 specialità tipiche tra dolci, prodotti da forno, confetteria e pasta fresca. Un patrimonio che si riflette anche nelle produzioni altoatesine, soprattutto nel periodo pasquale.
Non mancano però le criticità. La carenza di personale qualificato resta una sfida centrale, con oltre la metà dei posti difficili da coprire. A incidere sono anche i rincari delle materie prime, come cacao, cioccolato e caffè, oltre all’incertezza sui costi energetici. Nonostante ciò, la domanda di prodotti locali e di qualità resta stabile, confermando il ruolo chiave del settore nell’economia dell’Alto Adige.