Terremoto killer in Afghanistan, almeno 1.000 morti

(ANSA) - ROMA, 22 GIU - L'Afghanistan nuovamente in ginocchio, in preda all'emergenza scatenata da un potente terremoto che - secondo l'ultimo bilancio, che sembra comunque destinato ad aggravarsi - ha provocato almeno 1.000 morti e 1.500 feriti. E' corsa contro il tempo per i soccorsi, ma l'allarme è scattato subito anche per un prevedibile acuirsi dell'emergenza alimentare in un Paese già a rischio con molte aree ben oltre la soglia di povertà. La zona più colpita dal sisma è la parte orientale del Paese, in particolare le province di Paktika e Khost. Immagini provenienti dall'area di Paktika mostrano gli smottamenti e i gravi danni causati alle abitazioni. Il terremoto ha devastato la zona vicina alla frontiera con il Pakistan ed è stato avvertito nel cuore della notte: con una magnitudo di 5,9 si è propagato da 10 chilometri di profondità, secondo l'Istituto di monitoraggio geologico statunitense Usgs. Da alcune indicazioni risulta inoltre che sia stato percepito fin nella capitale Kabul e in quella del vicino Pakistan, Islamabad. E' il sisma che ha provocato più vittime negli ultimi vent'anni in Afghanistan e per il regime dei talebani, che lo scorso anno hanno ripreso il potere, costituisce un'enorme sfida: l'emergenza si aggiunge infatti alla crisi economica che è andata aggravandosi dopo l'insediamento del governo guidato dal movimento islamico. La prima parte della giornata è stata scandita dalla conta delle vittime: il bilancio è andato rapidamente aggiornandosi nel corso delle ore, fino alla drammatica constatazione dei responsabili locali a Paktika: "Si stanno scavando fosse dopo fosse" per contenere le vittime, "ci sono persone ancora intrappolate fra le macerie". Questo anche perché il sisma ha colpito una zona già resa vulnerabile dalle forti piogge. Le testimonianze raccolte sono drammatiche: "E' stato orribile - ha raccontato all'Afp Arup Khan, 22enne ricoverato nell'ospedale di Sharan, capoluogo della provincia di Paktika -. C'erano urla ovunque. I bambini e la mia famiglia erano sotto il fango". Secondo un inviato dell'Onu sarebbero circa 2.000 le abitazioni distrutte. L'ultimo gravissimo terremoto a colpire l'Afghanistan - di magnitudo 7,5 - risaliva al 2015, quando però furono in totale circa 380 le vittime fra Afghanistan e Pakistan. Il primo appello alla mobilitazione per gli aiuti lo ha lanciato papa Francesco: "Esprimo la mia vicinanza ai feriti e a chi è stato colpito dal sisma, e prego in particolare per quanti hanno perso la vita e i loro familiari. Auspico che con l'aiuto di tutti si possano alleviare le sofferenze della cara popolazione afghana", ha detto il pontefice al termine dell'udienza generale in piazza San Pietro, quando ancora il bilancio del sisma, pur drammatico, era di qualche centinaio di vittime. Poi, dal Palazzo di Vetro a New York, il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres: "Il mio cuore è con il popolo che sta già vacillando per l'impatto di anni di conflitto, difficoltà economiche e fame - ha detto -. Le Nazioni Unite in Afghanistan sono pienamente mobilitate, i nostri team sono già sul campo per valutare le necessità e fornire un supporto iniziale". Quindi ha sottolineato di "contare sulla comunità internazionale per aiutare a sostenere le centinaia di famiglie colpite da quest'ultimo disastro", affermando che "ora è il momento della solidarietà". A spiegare bene l'impatto catastrofico che i danni causati dal terremoto rischiano di avere su un Paese già allo stremo sono i dati forniti dal World Food Program: già 22,8 milioni di afghani - oltre metà della popolazione - soffrono la fame. La moneta locale è ai minimi storici e i prezzi del cibo sono in aumento. La malnutrizione acuta è sopra la soglia di emergenza in 27 delle 34 province, e si prevede che peggiorerà, con quasi la metà dei bambini al di sotto dei cinque anni e il 25% delle donne incinte e che allattano che hanno urgente bisogno di sostegno nutrizionale salvavita. Il Wfp ha quindi calcolato calcolato la necessità di 220 milioni di dollari al mese per interventi salvavita. (ANSA). RP/ S0B QBXB (ANSA).







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Wimbledon: Berrettini ci riprova, torna in pista Nadal

(ANSA) - ROMA, 24 GIU - Il rientro di Matteo Berrettini sul circuito dopo l'infortunio e l'operazione alla mano è stato da grande campione: due tornei vinti a distanza di una settimana, l'Atp 250 di Stoccarda e l'Atp 500 del Queen's, lanciano la rincorsa del romano a Wimbledon, appuntamento al via lunedì e sogno spezzato un anno fa in finale contro Novak Djokovic. Matteo è carico e la lavagna Snai colloca il 26enne azzurro al secondo posto tra i favoriti per la vittoria del terzo Slam stagionale. Il primo trionfo di un italiano ai Championships vale 6,50: davanti, soltanto il numero uno del mondo, a 1,85. Dopo la vittoria al Roland Garros, torna in pista anche Rafa Nadal, sul gradino più basso del podio a 8,00 e che precede un altro spagnolo, il giovanissimo Carlos Alcaraz, piazzato a 10. Il quinto favorito, il polacco Hurkacz, si gioca a 15, così come l'opzione "Altro" che comprende le possibili sorprese in un torneo che tra i big sarà orfano dei russi Medvedev e Rublev e dell'infortunato tedesco Zverev. Più attardata l'altra speranza del tennis italiano, Jannik Sinner, che però non sembra avere un feeling particolare con l'erba: l'altoatesino campione è a 100. Se il torneo maschile sembra aperto ad altre soluzioni che non siano la vittoria del 'solito' Djokovic, le quote per il tabellone femminile hanno una sola regina, incontrastata: la polacca Iga Swiatek, che lo scorso anno a Wimbledon si fermò negli ottavi di finale. La quota di Swiatek (2,75) è più alta rispetto a quella di Djokovic, ma dietro per rintracciare un altro nome bisogna arrivare ai 10 di Coco Gauff (finalista al Roland Garros) e ai 12 di Ons Jabeur, Simona Halep e dell'opzione "Altro". Chi invece spera in un epilogo romantico all'All England Club può puntare sulla quota (15) per il ritorno al successo di Serena Williams, che a quasi 41 anni non ha intenzione di arrendersi. (ANSA).

Basket

Nba, l'italiano Paolo Banchero prima scelta assoluta

L'italo-americano Paolo Banchero, giocatore proveniente dalla squadra di basket universitario dei Duke Blue Devils, è stato selezionato dagli Orlando Magic come prima scelta al draft Nba in corso a New York. Nei giorni scorsi il giovane ventenne si è detto pronto a giocare anche per la nazionale azzurra dato che e' naturalizzato italiano grazie al padre. Banchero è figlio di atleti: la madre americana Rhonda Smith giocava nella massima lega femminile (Wnba) mentre il padre Mario di origine italiana è un ex giocatore di football americano a livello universitario.

Sorpresa a Pompei,dagli scavi una tartaruga col suo uovo

(ANSA) - ROMA, 24 GIU - Il carapace quasi intonso, la testa intatta come la coda e una delle zampette. E' una piccola tartaruga di terra, incredibilmente conservata con il suo uovo mai deposto, l'ultima sorpresa di Pompei che l'ANSA documenta in anteprima. Gli archeologi l'hanno trovata a mezzo metro di profondità sotto il pavimento in terra battuta di una bottega della centralissima Via dell'Abbondanza, dove una ricerca condivisa tra l'Università Orientale di Napoli, la Freie Universitat di Berlino e l'università di Oxford sta indagando i resti di una casa di gran lusso che dopo il terremoto del 62 d.C. fu misteriosamente demolita e annessa alle Terme Stabiane. "Pompei scrigno di storia che affascina il mondo", applaude il ministro della cultura Franceschini. Si tratta di un ritrovamento importante, spiega il direttore del Parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel, "che apre una finestra sugli ultimi anni di vita della città", quelli successivi al terremoto, appunto,"nei quali l'intera Pompei si era trasformata in un grande, pulsante, cantiere edilizio". In questa situazione cambia l'ecosistema della cittadina, sottolinea il direttore, con animali selvatici che trovano il loro spazio nei locali in lavorazione o in botteghe come questa, in pieno centro. La testuggine si era evidentemente introdotta nella taberna "e lì, in un angolo protetto, si era scavata una tana dove deporre il suo uovo", fa notare l'antropologa Valeria Amoretti, "cosa che non le è riuscita e che potrebbe averne causato la morte". Le ricerche ora proseguiranno in laboratorio, ma intanto, con l'aiuto sul campo degli studenti dell'università napoletana, stanno tornando alla luce pavimenti e decorazioni della magnifica casa che in origine occupava quegli spazi. Una dimora di assoluto pregio, sottolineano Marco Giglio dell'Orientale e Monika Trumper dell'Università di Berlino, che tra saloni e cortili si estendeva per oltre 900 metri quadrati in un quartiere centralissimo della città. Con tappeti di mosaico che per la loro complessità e bellezza, fanno notare i professori, possono essere paragonati a quelli della Villa dei Misteri o della Casa di Cerere, resi preziosi da disegni raffinati e rari che in alcuni casi riproducono le meraviglie dell'architettura romana, come il lungo acquedotto apparso sul pavimento del tablinio. Un lusso che gli scavi di queste settimane hanno restituito anche attraverso frammenti di quello che fu: zoccoli in marmo policromo, una piccola, bellissima maschera in terracotta, persino una conchiglia dipinta che doveva fare bella mostra di sé da qualche parte. Delle pareti rimangono purtroppo solo due frammenti, piccoli ma di forte impatto, con elaborate e coloratissime pitture parietali in II stile, quello in voga nel I sec. a C.. E non solo: in un altro angolo della bottega dove è stata trovata la tartaruga, là dove in origine doveva essere l'entrata della domus, gli archeologi hanno trovato una fossa votiva, una buca scavata in occasione della fondazione della casa, con resti di legni bruciati e offerte di buon auspicio per gli dei. Una pratica molto diffusa nel mondo romano, sottolinea Giglio, ma che a Pompei è stato possibile indagare poco. Tra i carboni poi c'era ancora l'olla spezzata che aveva contenuto le offerte insieme ad una piccola lucerna. E proprio da questa, che risale agli inizi del I secolo a.C., spiega Giglio, "è arrivata la prova che questa casa fu effettivamente costruita nella prima metà del primo secolo a. C.". Forse subito dopo l'80 a.C., aggiunge, quando dopo l'assedio di Silla la città subì l'onta della trasformazione in colonia romana. Resta il mistero su chi ne sia stato il ricco proprietario: forse un maggiorente romano, un alto ufficiale dell'esercito o magari un pompeiano che aveva fatto il tifo per Silla? Il professore non si sbilancia: "Di certo un personaggio eminente della vita pompeiana", risponde. "Di più ora non si può dire, speriamo nella prossima campagna di scavi, nel 2023, di capirne di più". Così come rimane da capire perché, 150 anni dopo la sua costruzione, questa splendida dimora sia stata rasa al suolo. Anche in questo caso si può ragionare solo su ipotesi: forse il terremoto l'aveva danneggiata al punto da renderne poco conveniente la ristrutturazione; o forse, com'è documentato in altre situazioni a Pompei, la paura vissuta con il terremoto ha convinto i proprietari a trasferirsi in una situazione ritenuta più sicura. Senza contare che la famiglia che l'aveva fondata poteva nel frattempo essere decaduta. Di certo al momento c'è solo che tutto quel fasto, complice i prezzi del mercato immobiliare crollati dopo il terremoto, passò nella proprietà dell'amministrazione cittadina che lo mise a disposizione delle terme sulle quali si decise di investire molto costruendo una nuova grande piscina dotata di acqua corrente, scenografici ninfei, ambienti per l'epoca modernissimi e super tecnologici. Trumper e Giglio non hanno dubbi: "Qui si costruiva senza sosta e si guardava con fiducia al futuro. Nessuno davvero aveva idea della catastrofe che di lì a poco sarebbe arrivata su Pompei". (ANSA).

Blitz no vax allo Spallanzani, contro somministrazioni

(ANSA) - ROMA, 24 GIU - Alcune scritte contro la somministrazione dei vaccini sono fatte la scorsa notte da ignoti all'esterno dell'istituto Spallanzani a Roma. "Propaganda vaccinale per diritti e libertà atto criminale", "i vaccini uccidono", "vaccino di Stato sterminio legalizzato" e "vaxate i bambini siete mostri e assassini", quanto comparso sui muri esterni della struttura ospedaliera. Presente anche una W rossa con un cerchio rosso. Sull'episodio sono al lavoro carabinieri, polizia e agenti della Polizia Scientifica che hanno effettuato un primo sopralluogo e i rilievi di rito. (ANSA). MAF/ S04 QBKN (ANSA).

Giovani Confindustria, a noi manca la politica vera

(ANSA) - ROMA, 24 GIU - "A noi manca la politica vera"; "c'è bisogno della Politica, quella con la P maiuscola" chiedono i Giovani imprenditori di Confindustria dal convegno di Rapallo dove hanno invitato i leader di partito. Oggi c'è bisogno - avverte il presidente Riccardo Di Stefano - di "un governo non solo stabile ma in grado di convincere gli investitori internazionali e le agenzie di rating della sua effettiva stabilità. Un governo che, fino al giorno delle elezioni, sia capace di garantire l'assenza di balletti, di do ut des e di concessioni strategiche a questo o a quel partito. Perché in un contesto critico servono risposte nette e puntuali". "Siamo pronti a dare fiducia a chi è disposto a risolvere i problemi. Ovvero a fare politica. Nel senso nobile e autentico del termine. E non altro. Perché, lo ripetiamo, siamo stufi tanto dei populismi quanto delle burocrazie", dice il leader degli industriali under40 dal tradizionale convegno di giugno dei Govani Imprenditori a Rapallo, dove sono in agenda gli interventi di leader di partito: Giorgia Meloni e Antonio Tajani oggi; domani Enrico Letta, Matteo Salvini, Matteo Renzi, Giuseppe Conte. "A noi manca la politica vera, quella che, attraverso il dialogo parlamentare, individui degli obiettivi condivisi e li realizzi con l'azione di governo", sottolinea ancora il leader degli industriali under40: "Ci manca la politica che parli dello sviluppo come necessità etica ed esistenziale e non lo valuti esclusivamente con i punti percentuali del Pil". Ai leader politici i Giovani di Confindustria ricordano "le sfide che abbiamo di fronte", chiedono di "confrontarsi su quanto detto, lo scorso anno, su questo stesso palco" e guardano all'appuntamento di Rapallo: "Quando torneremo qui, ci saranno state le elezioni politiche. E sarà ancora più interessante ricordare quello che ci siamo detti". Di Stefano avverte: "Attenzione, però: il mio non è un pacato invito a soppesare le parole. No. Semmai è una palese richiesta di mantenere le promesse". "Vogliamo affermare, ancora una volta, l'importanza della partecipazione al voto", sottolinea ancora il presidente dei Giovani di Confindustria che chiedono "a coloro che si propongono di guidare il nostro Paese e che saranno con noi in questi due giorni, di farlo pensando a quel compito come ad una missione in cui coinvolgere i cittadini e far recuperare loro entusiasmo e coscienza civile. E non come ad un piano di comunicazione. Sperando, al tempo stesso, che chi ha intenzione di varare una legge elettorale, se la immagini duratura per i prossimi trent'anni, e non esaurita nello spazio esiguo di una legislatura, se non meno. Ascoltando, infine, chi sarà in grado di introdurre soluzioni per garantire una vera governabilità". E "l'unico modello in Italia che si è dimostrato stabile è quello dell'elezione dei sindaci. Al momento, non ne vediamo altri". "Vorremmo anche vedere, nei programmi delle forze politiche e nelle azioni che portano avanti al Governo o in Parlamento un vero riformismo competitivo", sottolinea ancora Di Stefano. "Significa credere nelle riforme non per costrizione ma per convinzione. E vuol dire smettere di ragionare solo su interventi tampone, concentrandosi, per davvero, su quei processi di cambiamento in grado di rendere il Paese più moderno, più competitivo e più giusto". (ANSA).

Calcio: Zidane fa 50 e sogna i Bleus, "voglio fare il ct"

(ANSA) - ROMA, 23 GIU - Zinédine Zidane oggi festeggia cinquant'anni e ha le idee chiare sul suo futuro: "Voglio diventare il ct della Francia - dichiara in una lunga intervista rilasciata a L'Equipe - lo diverrò, spero, un giorno. Sarebbe la chiusura di un cerchio che mi ha fatto vivere la più grande emozione da calciatore". Intanto Zizou nelle ultime settimane è stato accostato più volte al Paris Saint-Germain. "Io al Psg? Mai dire mai, soprattutto oggi, da allenatore", ha detto stuzzicato dal giornale francese. "Da giocatore avevo la possibilità di andare praticamente in tutti i club al mondo. Da allenatore invece non ti cercano in cinquanta, magari in due o tre". Nell'intervista, l'ex stella di Juventus e Real Madrid è tornata a parlare anche della finale dei Mondiali in Germania contro l'Italia. Fu la sua ultima partita giocata in carriera, segnata dal cucchiaio all'ex compagno Gianluigi Buffon, ma soprattutto dalla testata a Marco Materazzi. "Quel giorno ero fragile. Sapevo che mia mamma non stava bene - rivela il Pallone d'oro del 1998 -. Niente di grave, ma ero preoccupato. Con lei c'era mia sorella" e proprio su di lei Materazzi "disse qualcosa". "In campo - continua Zidane - spesso ci sono insulti, ci si parla male, ma di solito non succede niente. Quel giorno invece è successo quello che è successo. Non vado fiero di quello che ho fatto, ma lo accetto. Quando sei in un momento di fragilità è quando rischi di commettere errori...". (ANSA).

Terremoto killer in Afghanistan, almeno 1.000 morti

(ANSA) - ROMA, 22 GIU - L'Afghanistan nuovamente in ginocchio, in preda all'emergenza scatenata da un potente terremoto che - secondo l'ultimo bilancio, che sembra comunque destinato ad aggravarsi - ha provocato almeno 1.000 morti e 1.500 feriti. E' corsa contro il tempo per i soccorsi, ma l'allarme è scattato subito anche per un prevedibile acuirsi dell'emergenza alimentare in un Paese già a rischio con molte aree ben oltre la soglia di povertà. La zona più colpita dal sisma è la parte orientale del Paese, in particolare le province di Paktika e Khost. Immagini provenienti dall'area di Paktika mostrano gli smottamenti e i gravi danni causati alle abitazioni. Il terremoto ha devastato la zona vicina alla frontiera con il Pakistan ed è stato avvertito nel cuore della notte: con una magnitudo di 5,9 si è propagato da 10 chilometri di profondità, secondo l'Istituto di monitoraggio geologico statunitense Usgs. Da alcune indicazioni risulta inoltre che sia stato percepito fin nella capitale Kabul e in quella del vicino Pakistan, Islamabad. E' il sisma che ha provocato più vittime negli ultimi vent'anni in Afghanistan e per il regime dei talebani, che lo scorso anno hanno ripreso il potere, costituisce un'enorme sfida: l'emergenza si aggiunge infatti alla crisi economica che è andata aggravandosi dopo l'insediamento del governo guidato dal movimento islamico. La prima parte della giornata è stata scandita dalla conta delle vittime: il bilancio è andato rapidamente aggiornandosi nel corso delle ore, fino alla drammatica constatazione dei responsabili locali a Paktika: "Si stanno scavando fosse dopo fosse" per contenere le vittime, "ci sono persone ancora intrappolate fra le macerie". Questo anche perché il sisma ha colpito una zona già resa vulnerabile dalle forti piogge. Le testimonianze raccolte sono drammatiche: "E' stato orribile - ha raccontato all'Afp Arup Khan, 22enne ricoverato nell'ospedale di Sharan, capoluogo della provincia di Paktika -. C'erano urla ovunque. I bambini e la mia famiglia erano sotto il fango". Secondo un inviato dell'Onu sarebbero circa 2.000 le abitazioni distrutte. L'ultimo gravissimo terremoto a colpire l'Afghanistan - di magnitudo 7,5 - risaliva al 2015, quando però furono in totale circa 380 le vittime fra Afghanistan e Pakistan. Il primo appello alla mobilitazione per gli aiuti lo ha lanciato papa Francesco: "Esprimo la mia vicinanza ai feriti e a chi è stato colpito dal sisma, e prego in particolare per quanti hanno perso la vita e i loro familiari. Auspico che con l'aiuto di tutti si possano alleviare le sofferenze della cara popolazione afghana", ha detto il pontefice al termine dell'udienza generale in piazza San Pietro, quando ancora il bilancio del sisma, pur drammatico, era di qualche centinaio di vittime. Poi, dal Palazzo di Vetro a New York, il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres: "Il mio cuore è con il popolo che sta già vacillando per l'impatto di anni di conflitto, difficoltà economiche e fame - ha detto -. Le Nazioni Unite in Afghanistan sono pienamente mobilitate, i nostri team sono già sul campo per valutare le necessità e fornire un supporto iniziale". Quindi ha sottolineato di "contare sulla comunità internazionale per aiutare a sostenere le centinaia di famiglie colpite da quest'ultimo disastro", affermando che "ora è il momento della solidarietà". A spiegare bene l'impatto catastrofico che i danni causati dal terremoto rischiano di avere su un Paese già allo stremo sono i dati forniti dal World Food Program: già 22,8 milioni di afghani - oltre metà della popolazione - soffrono la fame. La moneta locale è ai minimi storici e i prezzi del cibo sono in aumento. La malnutrizione acuta è sopra la soglia di emergenza in 27 delle 34 province, e si prevede che peggiorerà, con quasi la metà dei bambini al di sotto dei cinque anni e il 25% delle donne incinte e che allattano che hanno urgente bisogno di sostegno nutrizionale salvavita. Il Wfp ha quindi calcolato calcolato la necessità di 220 milioni di dollari al mese per interventi salvavita. (ANSA). RP/ S0B QBXB (ANSA).

Automotive: al via tavolo di settore al Mise

(ANSA) - ROMA, 23 GIU - È iniziato al ministero dello Sviluppo economico il tavolo che riunisce circa 40 sigle tra associazioni datoriali, sindacati e aziende del settore automotive. Oltre al titolare del dicastero Giancarlo Giorgetti e al viceministro Gilberto Pichetto, presente anche il ministro dell'Economia e delle Finanze, Daniele Franco. Secondo quanto si apprende è atteso l'arrivo di altri ministri, tra cui il ministro del Lavoro Andrea Orlando. Al tavolo che riunisce i rappresentanti del settore dell'automotive, in corso al Mise, è arrivato anche il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani (ANSA).

Teatro: Inda, Eschilo d'Oro 2022 assegnato a Glauco Mauri

(ANSA) - ROMA, 23 GIU - La Fondazione Inda ha assegnato l'Eschilo d'Oro 2022 a Glauco Mauri. La cerimonia di consegna del riconoscimento all'attore pesarese si è svolta il 22 giugno al Teatro Greco di Siracusa, prima della replica dell'Edipo Re di Sofocle. L'Eschilo d'Oro è il riconoscimento assegnato dal 1960 dalla Fondazione Inda a personalità che si sono internazionalmente distinte nel teatro classico e negli studi sulla classicità greca e latina. Nel corso degli anni è stato assegnato a figure come Theo Anghelopulos, Ariane Mnouchkine e Peter Stein ma anche a Vittorio Gassman, Giorgio Albertazzi, Irene Papas. Vanessa Redgrave, Eva Cantarella e Guido Paduano. Glauco Mauri è stato protagonista a Siracusa in tre spettacoli, legando la propria presenza al Teatro Greco alla figura di Edipo. Mauri nel 1972 è stato il re tebano nell'Edipo Re di Sofocle per la regia di Alessandro Fersen; nello stesso anno ha ricoperto il ruolo del messaggero nella Medea di Euripide diretta da Franco Enriquez ed è poi tornato a Siracusa nel 1978 interpretando Edipo nell'Edipo a Colono di Sofocle per la regia di Aldo Trionfo. La motivazione del riconoscimento è la seguente: "L'Eschilo d'Oro 2022 è assegnato a Glauco Mauri come segno di riconoscimento e gratitudine per la sua lunga carriera di attore e regista. Da settant'anni signore della scena italiana, dalla sensibilità vibratile e aperta al nuovo, attento tanto ai classici, a partire da Sofocle e Shakespeare, tanto alla drammaturgia del Novecento e contemporanea". A Mauri è stata consegnata una moneta realizzata dall'orafo siracusano Massimo Sinatra. (ANSA).









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