Milano, Sala contestato in consiglio. L'assessore Tancredi disponibile a dimettersi
Proteste dei consiglieri comunali di Lega e Fratelli d'Italia e contestazioni da parte del pubblico in aula alla giunta e al sindaco, indagato nell'inchiesta sull'urbanistica
MILANO. L'assessore comunale alla Rigenerazione Urbana Giancarlo Tancredi, per cui la Procura di Milano ha chiesto gli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione urbanistica, ha detto al sindaco Giuseppe Sala, anche lui indagato, di essere "disponibile" a dimettersi. Lo si apprende da ambienti vicini all'assessore.
È un Consiglio comunale teso quello che è iniziato oggi (17 luglio) alle 16:30 a Milano. In aula seduti ai loro banchi ci sono 9 dei 12 assessori della giunta, Tancredi non c'è e questa mattina non ha partecipato alla giunta ma nel pomeriggio ha incontrato il sindaco, che riferirà in aula lunedì. I consiglieri di Lega e Fratelli d'Italia hanno occupato per alcuni minuti il centro dell'aula per mostrare i cartelli con la scritta 'dimissioni' e hanno appoggiato scatolini sui banchi per "il trasloco di Sala" di cui chiedono le dimissioni. Dal pubblico sono giunte contestazioni, con buuu ripetuti e urla "a casa, a casa" e "avete rovinato la città", vergogna".
Il sindaco di Milano, Beppe Sala, è indagato nell'ambito delle inchieste sull'urbanistica per le quali i pm hanno chiesto sei arresti. Le ipotesi di reato sono di false dichiarazioni su qualità proprie o di altre persone relativamente alla nomina del presidente della Commissione per il paesaggio del Comune, Giuseppe Marinoni, e di induzione indebita a dare o a promettere utilità intorno al progetto del Pirellino dell'architetto Stefano Boeri e dell'imprenditore Manfredi Catella, presidente del gruppo Coima.