Santanchè si dimette da ministro del Turismo: "Il mio certificato penale è immacolato"
Decisione maturata alla vigilia del voto parlamentare sulla sfiducia. La premier aveva sollecitato un passo indietro per opportunità istituzionale. Sullo sfondo le inchieste milanesi e il clima politico delle ultime ore
ROMA. La ministra del Turismo Daniela Santanchè si è dimessa, dopo giorni di pressioni politiche e istituzionali legate alle indagini in corso e al dibattito parlamentare sulla mozione di sfiducia.
La ministra era uscita nel primo pomeriggio dal dicastero di via Veneto, dove i cronisti erano presenti fin dalla mattina. Santanchè, arrivata intorno alle 10.05 con la scorta, non ha rilasciato dichiarazioni, limitandosi a un cenno di saluto mentre parlava al telefono.
Le dimissioni arrivano alla vigilia dell’approdo in aula alla Camera della mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni, prevista a partire da lunedì. Nelle ultime ore anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva sollecitato un passo indietro per ragioni di sensibilità istituzionale.
Alla base della vicenda anche le indagini della Procura di Milano sulle ex società della ministra, oltre al clima politico seguito all’esito del recente referendum. Fino a poche ore prima delle dimissioni, l’ipotesi di un passo indietro appariva ancora incerta.