Società

Bolzano, negozi chiusi la domenica? Coro di sì

La proposta Coop a livello nazionale piace a Unione e Confesercenti. Favorevole alla chiusura anche l’Alleanza per le famiglie «che non trovano più tempo per stare insieme»


Valeria Frangipane


BOLZANO. Negozi chiusi la domenica? Unione commercio e Confesercenti dicono di sì: «Si tratta di una discussione antica che portiamo avanti da anni». Le associazioni di categoria sono da sempre contrarie alle aperture domenicali fin dai tempi delle liberalizzazioni intraprese nel 2011 dal governo Monti. Favorevole alla chiusura anche l’Alleanza per le famiglie «che non trovano più tempo per stare insieme».

Ma cosa è successo?

In questi giorni Ernesto Dalle Rive, presidente Ancc-Coop (Associazione nazionale cooperative di consumatori), ha lanciato una proposta più che concreta: «Stiamo facendo una riflessione che vorremmo condividere con la grande distribuzione – ha detto –. Proponiamo la chiusura dei supermercati la domenica per arrivare a 6 giorni di apertura dei negozi su 7».

Il tutto – ha spiegato il presidente – per contenere il costo del lavoro, il pagamento degli straordinari e risolvere – almeno in minima parte – la cronica carenza di personale. Non si trovano lavoratori, men che meno quelli disposti a lavorare nel fine settimana.

E poi per Coop nazionale circa un italiano su tre non fa la spesa la domenica. Se il mondo della grande distribuzione organizzata – come scrive il Sole 24 Ore – boccia la chiusura domenicale dei supermercati («sono rimasto sorpreso dalla proposta, in alcuni suoi punti la ritengo antistorica, contro le imprese e i clienti» – dice Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione che guarda anche all’online), la ricaduta altoatesina della proposta di Coop trova d’accordo Philipp Moser, presidente di Unione commercio, e Mirco Benetello, direttore di Confesercenti.

«La discussione che si è aperta a livello nazionale ci interessa molto – dice –. Noi rappresentiamo gran parte delle piccole imprese, i negozi di vicinato, e mai come in questo periodo storico è difficile pensare di fare lavorare tutti sette giorni su sette, soprattutto nell’alimentare. E attenzione perché non è un problema di costi ma di qualità della vita. Noi tuteliamo le famiglie alle quali non si può chiedere uno sforzo impossibile. Siamo contenti che si tornino a fare questi ragionamenti».

Attenta ai singoli anche Christa Ladurner, portavoce dell’“Alleanza per le famiglie” che unisce l’energia e l’impegno di 17 organizzazioni per promuovere scelte e politiche sostenibili, rivolte alle esigenze delle famiglie, nel rispetto delle loro diversità: «Tanti, troppi genitori lavorano a volte “dandosi il cambio”. Entra di casa uno ed esce l’altro. Ma così non va. Da sempre combattiamo per trovare “tempi comuni”. Diciamo no con decisione ai negozi aperti la domenica».

Mirco Benetello – di Confesercenti – non ha dubbi: «Abbiamo sempre detto che aprire sette giorni su sette, nel lungo periodo, sarebbe stato un problema sia per i lavoratori che per le aziende. E siamo al dunque. I primi chiedono tempo libero – e non si trovano dipendenti, nessuno vuol lavorare nel weekend – le seconde di tagliare i costi. Occorre trovare un compromesso. In Alto Adige la questione è ancora più delicata perché servono stipendi più alti per trovare case a prezzo sostenibile. Quasi una chimera. E così mentre la grande distribuzione detta legge, a Bolzano tanti negozi del centro storico il pomeriggio chiudono alle 18».

Come dire: ognuno si salva come può.













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