>>>ANSA/ Quattro milioni di anziani non autosufficienti e spesa pubblica in calo



(di Livia Parisi) (ANSA) - ROMA, 06 MAG - Colpite da Parkinson, Alzheimer o dalle conseguenze di un ictus, sono oltre quattro milioni le persone over 65 non autosufficienti in Italia, un numero che tende a crescere mentre la spesa pubblica per cure a lungo termine si attesta all'1,18% del pil nel 2024, in calo rispetto all'1,43% del 2020, lasciando alle famiglie una quota crescente del peso per l'assistenza. A fare il punto è il Rapporto Cergas Bocconi, mentre, in attesa degli effetti del piano nazionale per la non autosufficienza, i costi delle rette per le strutture residenziali schizzano in alto e i posti sono sempre troppo pochi.
    Il rapporto Cergas-Bocconi , presentato a Milano, parla chiaro: i posti letto in residenze dedicate restano stabili, mentre le ore di Assistenza domiciliare integrata registrano una crescita, ma le ore medie per paziente sono scese da 18 del 2019 a 14 del 2023. In parallelo, oltre un milione di badanti continuano a rappresentare un pilastro insostituibile del sistema di cura informale. Le indennità di accompagnamento restano la voce maggioritaria della spesa pubblica per le cosiddette Long term care, pari al 52%, ma queste risorse non si traducono in servizi innovativi.
    Il divario territoriale resta una criticità: i posti nelle Rsa coprono il 29% delle necessità nella Provincia Autonoma di Bolzano, mentre la percentuale si ferma all'1% in Campania e Sardegna. Inoltre, il paziente ospite delle Rsa è sempre più complesso: l'età media di ingresso è di 84 anni, la permanenza media di 340 giorni e il 60% ha disturbi cognitivi. Senza contare il nodo dei costi. Secondo una recente indagine della Federazione Alzheimer Italia, i costi delle rette nelle residenze in Italia sono in aumento, toccano 3.000 euro al mese.
    Il tema è anche sul tavolo della politica. E' alla Conferenza Unificata delle Regioni la bozza del decreto del presidente del Consiglio dei ministri che adotta il Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027 e dispone il riparto del relativo Fondo per il triennio: quasi tre miliardi in tre anni e l'introduzione della separazione della platea dei disabili under 70 da quella degli anziani e soglie Isee più alte per garantire l'accesso anche alle famiglie non povere con gravi disabilità.
    Il rapporto del Cergas però va oltre l'Italia e ha affiancato all'analisi del sistema italiano uno sguardo su 79 casi internazionali per capire come rispondere in modo più efficace ai bisogni. Una buona parte riguarda modelli abitativi per l'invecchiamento: dal senior housing con servizi integrati come nel caso di Thuisplusflats nei Paesi Bassi, alla comunità multigenerazionale SällBo in Svezia, fino a modelli abitativi in piccola scala con servizi di cura integrati nel quartiere per persone con demenza come Dagmarsminde in Danimarca. L'indagine riguarda l'integrazione delle tecnologie digitali nei modelli di servizio con soluzioni orientate alla gestione relazionale, alla salute proattiva e a servizi più flessibili e basati sui dati.
    "Il punto di partenza non è solo la disponibilità di risorse, ma la capacità di ripensare i modelli, costruire collaborazioni e mettere la persona al centro", conclude Elisabetta Notarnicola, coordinatrice area di Ricerca Social Policy del Cergas Sda Bocconi. (ANSA).
   









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