Assistenza

Assistenza agli anziani, Bolzano ai vertici italiani per le Rsa

La nostra provincia registra uno dei dati più alti d’Italia nella copertura dei posti letto nelle Rsa per gli over 75 non autosufficienti. È quanto emerge dall’8° Rapporto Cergas Bocconi, che fotografa però anche un sistema nazionale sempre più sotto pressione tra invecchiamento della popolazione, costi in crescita e carenza di servizi



BOLZANO. La Provincia autonoma di Bolzano si conferma tra le realtà italiane con la maggiore copertura di posti nelle Rsa per gli anziani non autosufficienti. Secondo l’8° Rapporto Cergas Bocconi, presentato oggi, 6 maggio, a Milano, oltre il 29% degli over 75 non autosufficienti trova risposta nelle strutture residenziali altoatesine, mentre in regioni come Campania e Sardegna la copertura si ferma appena all’1%.

Il rapporto evidenzia come in Italia siano ormai oltre quattro milioni le persone over 65 non autosufficienti, un numero destinato ad aumentare nei prossimi anni. Allo stesso tempo, però, la spesa pubblica per le cure a lungo termine continua a diminuire: nel 2024 si attesta all’1,18% del Pil, contro l’1,43% registrato nel 2020. Una riduzione che scarica sempre più il peso economico e organizzativo dell’assistenza direttamente sulle famiglie.

La voce principale della spesa pubblica resta quella dei trasferimenti economici diretti, come l’indennità di accompagnamento, che rappresentano il 51,7% delle risorse destinate alla Long term care. Secondo il rapporto, questi fondi raramente si trasformano in servizi innovativi o in modelli strutturati di assistenza. Crescono le ore di assistenza domiciliare integrata, ma diminuisce il tempo medio dedicato a ciascun paziente, passato da 18 ore nel 2019 a 14 nel 2023.

Nel frattempo il sistema continua a reggersi anche sul lavoro di oltre un milione di badanti, considerate ormai un elemento fondamentale dell’assistenza informale. Sempre più complesso anche il quadro degli ospiti delle Rsa: l’età media di ingresso è di 84 anni, la permanenza media raggiunge i 340 giorni e il 60% degli anziani accolti presenta disturbi cognitivi. “Il punto di partenza non è solo la disponibilità di risorse, ma la capacità di ripensare i modelli e mettere la persona al centro”, ha spiegato Elisabetta Notarnicola, coordinatrice dell’area Social Policy del Cergas Sda Bocconi.









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