Chirurgia della cataratta avanzata per tornare finalmente a vedere chiaro e vivere meglio
L'intervento oggi è molto più di una semplice sostituzione del cristallino: l’obiettivo è solo vedere bene, con attenzione alla nitidezza, al contrasto e alla qualità visiva complessiva
La chirurgia della cataratta ha subito negli ultimi anni un’evoluzione sostanziale: non si tratta più esclusivamente della rimozione di un cristallino opacizzato, ma di un intervento che può essere pianificato per migliorare in modo significativo la qualità della visione.
Ecco il punto di vista dell’esperto, il dottor Paolo Bernardi. L'intervento di cataratta oggi è molto più di una semplice sostituzione del cristallino. La moderna medicina oculistica restituisce ai pazienti non solo la vista, ma spesso anche una nuova gioia di vivere”, spiega il dottor Bernardi. Grazie infatti a tecniche chirurgiche mini -invasive e a un’accurata valutazione preoperatoria, oggi è possibile ottenere risultati visivi stabili e prevedibili, con un rapido recupero funzionale. L’intervento viene eseguito con incisioni di pochi millimetri, senza punti di sutura, e consente nella maggior parte dei casi una ripresa delle normali attività in tempi brevi.
L’obiettivo non è solo “vedere”, ma vedere bene, con attenzione alla nitidezza, al contrasto e alla qualità visiva complessiva. Attraverso una pianificazione refrattiva accurata, l’intervento può diventare una chirurgia refrattiva del cristallino, mirata alla correzione dei difetti visivi preesistenti.
Qualità visiva e lenti intraoculari di nuova generazione
Le lenti intraoculari non diffrattive a profondità di fuoco estesa (Edof) rappresentano oggi una possibilità importante per migliorare la visione per lontano e intermedio, riducendo gli effetti collaterali tipici delle lenti multifocali tradizionali. L’obiettivo non è la massima estensione teorica della visione, ma un equilibrio tra nitidezza, contrasto e comfort visivo, soprattutto nelle attività quotidiane e in condizioni di illuminazione variabile.
Chirurgia refrattiva del cristallino
Oggi la chirurgia della cataratta può offrire molto più della semplice rimozione del cristallino. Attraverso una pianificazione refrattiva accurata, l’intervento può diventare una chirurgia refrattiva del cristallino, mirata alla correzione dei difetti visivi preesistenti.
Miopia, ipermetropia e presbiopia vengono analizzate prima dell’intervento per definire la soluzione intraoculare più adatta al singolo paziente. Questo approccio consente di migliorare la visione per lontano e intermedio e, in molti casi, di ridurre in modo significativo la dipendenza dagli occhiali. La chirurgia diventa così un atto su misura, costruito sulle reali esigenze visive della persona e non su un modello standardizzato.
Correzione dell’astigmatismo come parte integrante dell’intervento
L’astigmatismo è un elemento fondamentale nella qualità della visione e viene sempre considerato nella pianificazione chirurgica. Quando indicato, la sua correzione viene integrata direttamente nell’intervento di cataratta, con l’obiettivo di ottenere una visione più stabile e precisa e ridurre la necessità di correzioni ottiche post-operatorie. L’astigmatismo è un difetto visivo frequente e spesso sottovalutato nei pazienti affetti da cataratta.
ggi può essere corretto in modo sistematico durante l’intervento chirurgico, migliorando la qualità e la stabilità della visione post-operatoria. Attraverso una valutazione precisa dell’asse e dell’entità dell’astigmatismo, è possibile integrarne la correzione nella pianificazione dell’intervento, evitando la necessità di occhiali correttivi dopo la chirurgia. La correzione dell’astigmatismo rappresenta uno degli elementi chiave per ottenere una visione nitida e funzionale, soprattutto nelle attività quotidiane e professionali.
Il percorso chirurgico
Ogni intervento segue un percorso strutturato che prevede una visita specialistica e una valutazione refrattiva con pianificazione personalizzata dell’intervento seguita dall’ intervento chirurgico e successivi controlli post-operatori. Questo consente di garantire continuità assistenziale e un monitoraggio attento del risultato visivo. L’attività chirurgica viene svolta presso la Casa di Cura Santa Maria di Bolzano, in un contesto dedicato esclusivamente alla chirurgia oftalmica, con tecnologie aggiornate e un’organizzazione orientata alla sicurezza del paziente. Le diverse lenti intraoculari (monofocali, toriche, multifocali, a profondità di fuoco estesa – Edof) possono influenzare la qualità della visione in modi differenti. Per comprendere meglio questi effetti, è possibile utilizzare i simulatori online messi a disposizione dai vari produttori.
Questi strumenti permettono di visualizzare la visione con cataratta, astigmatismo o con lenti intraoculari impiantate, e danno un’idea interattiva della possibile esperienza visiva.
Una lente intraoculare innovativa
Abbiamo finalmente a disposizione una lente intraoculare per la chirurgia della cataratta veramente innovativa; questa lente ha aperto una nuova frontiera nella correzione della presbiopia nei pazienti che vengono operati di cataratta. La nuova lente intraoculare non difrattiva è paragonabile a una lente da cataratta normale ma ha il vantaggio, grazie alla costruzione sulla sua superficie di una piccola area con una capacità di addizionare 1,5 diottrie per il vicino, di dare un buon intermedio (cioè il computer o un device quale il telefonino) e, in condizione di buona illuminazione ambientale, la stragrande maggioranza dei pazienti riesce a vedere bene anche da vicino, quindi riesce anche a leggere senza occhiali.
Ecco quindi finalmente una lente che dà una visione per lontano perfetta senza disturbi, una intermedia molto buona, una vicina buona, soprattutto in condizioni di grande luce e che consente una versatilità di utilizzo ampissima. Per un paziente portatore di IOL (lenti intraoculari) dopo la chirurgia della cataratta le possibilità sono state finora limitate alle IOL monofocali che non risolvono la presbiopia o alle IOL multifocali che possono però accrescere i disturbi visivi quali aloni, scintillii e bagliori.
Si tratta della prima IOL non difrattiva che utilizza la tecnologia "wa-vefront- shaping". Ciò permette di creare una gamma di messa a fuoco continua ed estesa, per una visione per lontano, intermedio e vicino: questo è possibile grazie all'allungamento e allo spostamento del fronte d'onda. La nuova lente riduce al minimo la necessità degli occhiali quando si svolgono attività come utilizzare un cellulare o un computer, guidare in condizioni di scarsa visibilità oppure scrivere.
Il paziente non deve adattare la direzione dello sguardo all'oggetto che sta osservando come con gli occhiali progressivi: è il cervello che elabora l'immagine e sceglie quella che gli serve annullando le altre. Quindi, molto semplicemente, il paziente guarda ciò che lo interessa e vede perfettamente a fuoco. Questo è possibile grazie alla capacità di soppressione del cervello, cioè la capacità di eliminare le immagini che non servono o danno fastidio, non permettendo una visione corretta.
L'intervento e il recupero
La modalità di impianto prevede un intervento mininvasivo e la creazione di un taglio di 2.2 mm attraverso il quale si aspira il cristallino naturale e si inserisce quello artificiale. Senza punti di sutura. L'intervento dura circa 15 minuti ed è eseguito in anestesia topica, solo con gocce di collirio instillate prima dell'operazione; non è necessario il ricovero. Dopo l'intervento il paziente dovrà effettuare la terapia postoperatoria, instillando gocce di collirio antibiotico e antinfiammatorio e mantenere piccole precauzioni per circa 15 giorni.
Normalmente nel giro di qualche giorno la visione riprende e il paziente può ricominciare ad avere una vita lavorativa e sociale normale. Viene eseguito un occhio per volta a distanza di almeno 15 - 30 giorni.
L’intervista
Dottor Bernardi, in quali persone si manifesta la cataratta e quante persone vengono operate ogni anno in Italia?
Ogni anno in Italia circa 650.000 pazienti si sottopongono a un intervento di cataratta. Si manifesta solitamente dopo i 60 anni, ma può colpire anche persone più giovani che sono state trattate a lungo con corticosteroidi o quando sono presenti malattie come il glaucoma, l'uveite, traumi oculari o malattie sistemiche come il diabete o difetti ereditari o congeniti (come nel caso dei bambini).
Quale tecnica chirurgica viene utilizzata?
Attualmente, la rimozione chirurgica è l'unico trattamento disponibile: la tecnica più utilizzata è la facoemulsificazione. Viene quindi impiantato un cristallino artificiale (IOL). Nella maggior parte degli ospedali pubblici vengono impiantate solo lenti artificiali monofocali che rientrano nei LEA (come riportato dalla Società Oftalmologica Italiana).
L’ESPERTO
Il dottor Paolo Bernardi ha eseguito come primo operatore oltre 20.000 interventi chirurgici, maturando più di 30 anni di esperienza, prima presso la Divisione Oculistica dell’Ospedale di Bolzano dove era Responsabile della Struttura Semplice “Terapia Chirurgica e Ambulatoriale del Glaucoma” e dal 2019 presso la Clinica Santa Maria di Bolzano, convenzionata con l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige. Ha fatto parte del Gruppo Italiano di Chirurgia Vitreoretinica (GIVRE) e dell’Associazione Italiana Studio Glaucoma (AISG), ed è autore di 42 pubblicazioni scientifiche. Pioniere in Italia della facoemulsificazione, ha approfondito la chirurgia vitreoretinica in centri internazionali a Brema e Francoforte, e ha svolto attività di consulenza chirurgica a Lucca. Si dedica ora soprattutto alla chirurgia refrattiva e della cataratta con impianto lenti EDOF, toriche ,ICL e multifocali, realizza interventi personalizzati per una visione nitida a tutte le distanze, riducendo la dipendenza dagli occhiali. Sempre aggiornato sulle tecniche più avanzate, unisce esperienza consolidata e approccio moderno.
Articolo in collaborazione con la clinica Santa Maria di Bolzano