'Diritto a cure palliative poco conosciuto', le proposte dell'associazione Coscioni
(ANSA) - ROMA, 13 MAR - Il 15 marzo 2010 venne approvata e promulgata la legge 38/2010, la prima legge che garantisce ai cittadini il diritto di accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Sedici anni dopo l'associazione Luca Coscioni sottolinea l'importanza di una legge che garantisce in Italia il diritto alle cure palliative e alla terapia del dolore, un diritto ancora poco conosciuto e spesso disomogeneo sul territorio nazionale.
"Le cure palliative non devono essere limitate alle fasi terminali offrono una prospettiva che mette la persona al centro, prendendosi cura non solo della gestione della malattia, ma anche della qualità della vita e la presa in carico dei familiari - dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato -.
Tuttavia, alcune persone affrontano sofferenze fisiche o esistenziali intollerabili, e a loro dovrebbe essere garantita la possibilità di scegliere tra cure palliative, sedazione profonda e suicidio assistito, come riconosciuto dalla sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale. Non esiste alcuna contrapposizione tra il diritto alle cure palliative e il diritto all'aiuto alla morte volontaria. Usare le cure palliative come pretesto per negare la libertà di scelta è un atto ideologico compiuto sulla pelle di chi soffre".
L'associazione Luca Coscioni chiede al Governo e alle Regioni di: promuovere campagne informative sul diritto di accesso alle cure palliative; applicare in modo omogeneo la legge 38 del 2010; ridurre le differenze di accesso tra assistenza domiciliare, hospice e terapia del dolore; formare e aggiornare gli operatori sanitari sulla medicina palliativa; sostenere le migliori pratiche per la gestione del dolore, comprese terapie innovative come cannabis e psichedelici; pubblicare annualmente una relazione aggiornata sull'applicazione della legge.
Con l'occasione, l'associazione rende noto che negli ultimi 12 mesi, il Numero Bianco (0699313409), servizio gratuito attivo tutti i giorni, ha ricevuto 16.035 richieste di informazioni sui diritti del fine vita, con una media di 44 telefonate al giorno e un aumento del 14% rispetto all'anno precedente. (ANSA).