Disturbi alimentari in crescita del 35% tra i giovanissimi, esordi già nell'infanzia



(ANSA) - ROMA, 13 MAR - Negli ultimi anni, a livello nazionale, si è registrato un aumento fino al 35% dei disturbi del comportamento alimentare tra bambini e adolescenti, con un abbassamento progressivo dell'età di esordio: in Italia si stima che oltre 3 milioni di persone ne soffrano e che anoressia e bulimia colpiscano tra l'8% e il 10% delle ragazze e tra lo 0,5% e l'1% dei ragazzi, con casi segnalati sempre più frequentemente tra gli 11-12 e i 15 anni e, a volte, anche prima, intorno agli 8-9 anni. Su questi temi, in occasione della Giornata del fiocchetto lilla, che si celebra il 15 marzo, la Sinpia (Società italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza) rinnova il suo impegno per la sensibilizzazione dell'intera comunità.
    Particolare attenzione, accanto ai disturbi più conosciuti, viene riservata dagli specialisti all'Arfid (Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder), il disturbo evitante o restrittivo dell'assunzione di cibo che riguarda circa tra il 5% e il 14% dei bambini, più frequentemente i maschi, e si manifesta soprattutto in età scolare, tra i 6 e i 10 anni. Non si tratta di un disturbo legato all'immagine di sé, bensì all'evitamento di specifici alimenti per caratteristiche sensoriali (come aspetto, odore, consistenza o temperatura) e per la paura di soffocare o vomitare oppure una forte riduzione dell'interesse per il cibo.
    L'Arfid può determinare deficit nutrizionali, difficoltà di crescita e impatto sulla vita scolastica e sociale.
    "I disturbi del comportamento alimentare non riguardano soltanto il rapporto con il cibo, ma coinvolgono aspetti psicologici, emotivi e relazionali profondi - afferma Elisa Fazzi, presidente di Sinpia -. Si tratta di condizioni complesse che possono avere conseguenze molto gravi sulla salute fisica e mentale e sullo sviluppo, soprattutto quando insorgono in età precoce. Per questo è fondamentale riconoscere tempestivamente i segnali di disagio e garantire una presa in carico precoce e multidisciplinare, che coinvolga servizi specialistici, scuola e famiglie". I campanelli d'allarme da non sottovalutare sono: cambiamenti improvvisi nelle abitudini alimentari; aumento eccessivo dell'attività fisica; perdita o aumento significativo di peso; isolamento sociale e la forte preoccupazione per il proprio corpo. (ANSA).
   









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