Guida e stupefacenti, da biologi protocollo per valutare l'effettiva alterazione



(ANSA) - ROMA, 05 MAR - Per determinare l'effettiva disabilità alla guida di chi ha assunto sostanze stupefacenti dovrebbero essere utilizzati protocolli tecnico-scientifici: è il suggerimento della Sibioc (Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare clinica - medicina di laboratorio) rispetto alla sentenza 10/2026 del 29 gennaio 2026, su cui si è pronunciata la Corte Costituzionale.
    La Corte ha infatti precisato che, riferendosi all'innovazione dell'articolo 187 del Codice della Strada (che istituisce il divieto di guida a seguito di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope), "la rilevanza penale va limitata ai casi in cui la guida avvenga entro un lasso temporale tale da far ragionevolmente presumere che la sostanza sia ancora in grado di produrre un effetto di alterazione delle capacità psicofisiche, e che sarà necessario accertare la presenza, nei liquidi biologici del conducente, di quantitativi di sostanze che, per qualità e concentrazione, risultino idonei - sulla base delle attuali conoscenze scientifiche - a determinare un'alterazione delle normali capacità di controllo del veicolo".
    "Per determinare la durata dell'effetto degli stupefacenti suggeriamo l'adozione di uno strumento tecnico‑scientifico specificamente sviluppato per la valutazione dell'idoneità alla guida, basato su valori soglia oggettivi per la determinazione della disabilità funzionale - spiega Manuela Pellegrini, coordinatrice del Gruppo di studio Tossicologia clinica, forense e doping della Sibioc -. Questo documento, elaborato da un panel di esperti di comprovata competenza nel settore, è già disponibile e rappresenta un riferimento metodologico aggiornato e validato." Si tratta di un protocollo elaborato nel 2017 in occasione di un Tavolo tecnico istituito su indicazione del Ministero della Salute, con esperti dell'Istituto Superiore di Sanità, del Ministero della Salute, della Commissione Salute e dei rappresentanti delle maggiori Società Scientifiche Italiane.
    "Il punto centrale oggi è la definizione di valori soglia scientificamente fondati, analogamente a quanto avviene per l'alcol - aggiunge Pellegrini -. Senza specifici cut-off, il rischio è quello di lasciare spazio a interpretazioni difformi e a disparità di trattamento". (ANSA).
   









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