Hiv, sulla ricerca italiana incombe la minaccia dei tagli Usa
(ANSA) - ROMA, 21 MAG - Nuovi studi propongono trattamenti per l'Hiv sempre più efficaci, tollerabili e adattabili alle esigenze delle persone che vivono con l'infezione. E i ricercatori italiani sono impegnati in prima linea anche nella cooperazione con i Paesi a basso-medio reddito. Ma su questi progetti incombono i tagli del presidente Usa Donald Trump al budget delle agenzie federali e dei programmi di ricerca sull'Aids. Tagli che minacciano anche le ong italiane, oltre a tutta la ricerca internazionale. È l'allarme che arriva dalla 17ma edizione di Icar - Italian Conference on Aids and Antiviral Research, che dal 21 al 23 maggio coinvolgerà, a Padova, oltre 1.200 tra clinici, ricercatori, infermieri e volontari.
"I risultati di nuovi studi confermano che oggi vivere con l'Hiv non significa più convivere con terapie pesanti o invalidanti - sottolinea Stefano Rusconi, copresidente Icar - Esistono soluzioni efficaci e personalizzate per ogni esigenza: dalla compressa giornaliera alle iniezioni bimestrali. E l'Italia è protagonista della ricerca internazionale, anche nei Paesi a basso reddito". In Tanzania, ad esempio, il progetto quinquennale coordinato da Medici con l'Africa Cuamm, ha dimostrato l'efficacia di un modello basato sulla comunità per migliorare l'accesso ai test Hiv e alla terapia, con oltre 330mila test eseguiti e più del 90% dei pazienti con viremia soppressa.
Ma i risultati di questo e altri progetti potrebbero subire un duro colpo dalle decisioni dell'amministrazione Trump relative ai tagli del personale delle agenzie governative sanitarie e ai tagli alla ricerca. "Gli scienziati delle agenzie federali statunitensi - denuncia Rusconi - vedono ridotti i budget. Il congelamento di fondi a programmi di ricerca sull'Hiv come Pepfar o Usaid avrà conseguenze soprattutto nei Paesi più poveri". I tagli a Usaid, conferma don Dante Carraro, direttore di Medici con l'Africa Cuamm, "hanno già avuto pesanti e immediate ripercussioni. In Uganda abbiamo dovuto sospendere due progetti per la cura di mamme e bambini e per i malati di tubercolosi. Mancavano i fondi per materiale sanitario, farmaci e stipendi del personale". (ANSA).