'La salute è di tutte', al via a le giornate di prevenzione nei centri antiviolenza



(ANSA) - ROMA, 09 MAR - Ogni anno nel nostro Paese si registrano circa 53.000 nuovi casi di tumore al seno e sono 925.000 le italiane che convivono con questa malattia. Le malattie cardiovascolari, invece, provocano 124.000 decessi femminili ogni anno e rappresentano la prima causa di morte tra le donne. Eppure, la prevenzione rimane poco accessibile per chi vive situazioni di violenza: un'indagine su 207 donne seguite dai centri della rete D.i.Re indica che quasi la metà delle donne intervistate non ha mai preso parte a iniziative di screening promosse sul territorio (48,8%) e si rivolge al medico solo in caso di sintomi (49,8%).
    Dati che mettono in evidenza come la violenza generi distanza dal percorso di cura e alimenti profonde disuguaglianze nell'accesso alla salute. Per questo, con lo slogan 'La salute è di tutte', prende il via oggi, 9 marzo, l'iniziativa itinerante di prevenzione senologica e cardiologica dedicata alle donne che hanno subito violenza e accolte nei centri della rete D.i.Re (Donne in rete contro la violenza).
    I primi appuntamenti sono a Genova e L'Aquila, per poi proseguire nelle prossime settimane a Messina, Viareggio e Taranto. In ciascuna tappa, senologhe e cardiologhe realizzeranno visite e colloqui informativi rivolti alle donne che fanno riferimento ai centri antiviolenza.
    Le dottoresse che parteciperanno alle giornate di prevenzione sono state coinvolte grazie al supporto di Novartis e alla collaborazione di Fondazione Onda Ets, che dal 2007 attribuisce il 'Bollino Rosa' agli ospedali italiani che si distinguono per servizi e percorsi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura della salute femminile. L'iniziativa è inoltre patrocinata dalla Società italiana di cardiologia (Sic).
    "La violenza maschile sulle donne incide in misura importante sulla loro salute e sulla possibilità di fare prevenzione - sostiene Cristina Carelli, presidente di D.i.Re (Donne in rete contro la violenza) -. Proprio per questo, crediamo sia importante dare un segnale concreto, per consentire alle donne di mettere la loro salute al centro, come elemento fondamentale della libertà futura". (ANSA).
   









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