Morte in culla, prevenzione e sostegno ai genitori in un'audizione alla Camera



(ANSA) - ROMA, 16 GEN - In Italia si stimano oltre 250 casi di morte in culla ogni anno. In assenza di un registro nazionale di queste morti e di una presa in carico uniforme delle famiglie colpite sul territorio nazionale, la prevenzione resta oggi lo strumento più efficace.
    Per questo l'associazione Semi per la Sids, in collaborazione con la Società italiana di neonatologia, continua a promuovere una corretta informazione sull'igiene del sonno del neonato, affiancandola a interventi strutturati di sostegno alle famiglie colpite da un lutto improvviso. L'associazione è stata audita in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati nell'ambito dell'esame delle proposte di legge per l'introduzione dell'obbligo di diagnosi autoptica nei casi di morte improvvisa infantile. "Auspichiamo che le proposte di legge diano continuità normativa a quanto già previsto sul tema della morte in culla e possano introdurre l'obbligo di diagnosi autoptica standardizzata in tutte le regioni, garantendo un supporto strutturato ai genitori colpiti", spiega Allegra Bonomi, presidente di Semi per la Sids.
    Grazie al progetto 'Sopravvivere si può' di Semi per la Sids, 818 genitori in lutto hanno potuto accedere gratuitamente a percorsi di assistenza psicologica individuale e di gruppo, in presenza e a distanza. Semi per la Sids ha condotto anche un'indagine osservazionale retrospettiva su genitori che avevano perso un figlio da almeno 15 anni. La ricerca evidenzia che il dolore non scompare ma diventa più contenibile, trasformandosi in nostalgia o malinconia e, in alcuni casi, generando nuove motivazioni di vita e impegno verso gli altri. Inoltre, per raggiungere i genitori nell'immediatezza dell'evento, sono state realizzate tre serie di mini-video di supporto, fruibili in modo riservato e a distanza.
    Per quanto riguarda la prevenzione, come spiega Massimo Agosti, presidente della Società italiana di neonatologia, "i consigli chiave restano: far dormire sempre il bambino in posizione supina, su un materasso rigido, senza cuscini, coperte, peluche o altri oggetti morbidi; evitare il fumo, anche passivo, sia in gravidanza sia dopo la nascita; non condividere il letto con il neonato ma tenerlo nella stessa stanza; mantenere un ambiente di sonno fresco (18-20°C); favorire, ove possibile, l'allattamento al seno e, se accettato, promuovere l'uso del succhiotto durante il sonno dopo le prime 3 settimane di vita". (ANSA).
   









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