Parità di genere, occupazione femminile al 45% nell'industria farmaceutica



Le donne sono il 45% degli addetti nell'industria farmaceutica, rispetto al 29% nella media manifatturiera. Tra dirigenti e quadri sono ancora di più, il 48%, e tra i ricercatori il 51%. Sono i dati diffusi da Farmindustria in vista della Giornata internazionale della donna dell'8 marzo. Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, ricorda inoltre come "nel 2025 i dipendenti del settore hanno raggiunto quota 72.200, +2% rispetto al 2024" con "un aumento dal 2019 al 2025 del 10%, il doppio del totale in Italia (+5%), grazie soprattutto all'occupazione femminile, cresciuta del 15%, specie tra i giovani, +25% complessivamente".

    Secondo Farmindustria, questi risultati "sono il frutto di politiche aziendali strutturate e di lungo periodo", con il settore che si caratterizza per un welfare aziendale "tra i più avanzati nel panorama industriale" che tiene conto di "conciliazione tra vita privata e lavoro, flessibilità organizzativa, sostegno alla genitorialità, percorsi professionali basati sul merito e formazione continua".

    Misure che - secondo Farmindustria - hanno anche contribuito a far registrare nel settore un numero di figli superiore del 45% rispetto alla media nazionale e il minore gender gap retributivo, che sostanzialmente si azzera nella fascia tra 30 e 49 anni, come mostrano i dati Istat. Un valore - sottolinea l'associazione di imprese - confermato dal fatto che il 78% delle imprese ha già ottenuto la certificazione volontaria della parità di genere.

    "L'8 marzo è l'occasione per ribadire il nostro impegno quotidiano, insieme alle aziende farmaceutiche e in continuità con i progetti che sviluppiamo da anni insieme al ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità", osserva Cattani. "L'industria farmaceutica è un settore ad alta intensità di conoscenza, dove competenze, merito e innovazione sono fattori di crescita su cui puntare. I dati confermano che abbiamo costruito un modello industriale fondato su welfare, qualità del lavoro e pari opportunità, che offre opportunità concrete a donne e giovani. E si conferma così - conclude - un punto di riferimento per occupazione qualificata, innovazione e visione del futuro, che contribuisce in modo strutturale allo sviluppo e alla coesione sociale dell'Italia".
   









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