Pediatri, 'il nostro ruolo in case di comunità non sia un riempitivo'
(ANSA) - ROMA, 05 MAG - "Il pediatra di famiglia vuole entrare nelle case della comunità sostanzialmente con tre attività: prevenzione, che è la nostra mission, educazione sanitaria e assistenza al cronico e al bambino con patologia complessa. Perché noi vorremmo all'interno delle case della comunità avere un ruolo che serva alla collettività e non vorremmo andare semplicemente a riempirle". Lo ha detto il presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Antonio D'Avino, al convegno organizzato per la Giornata nazionale della pediatria al ministero della Salute.
"All'interno delle case della comunità, dove vogliamo dare il nostro contributo, vorremmo fare quello che i pediatri di famiglia hanno dall'istituzione del Servizio sanitario nazionale, cioè sostanzialmente prevenzione, assistenza, promozione di corretti stili di vita, educazione sanitaria e assistenza al cronico - ha aggiunto D'Avino -. Oggi questo Servizio Sanitario Nazionale, che noi crediamo fortemente che debba rimanere pubblico, deve garantire a tutti i bambini e a tutti gli adolescenti, in virtù di questa estensione della fascia pediatrica, le stesse opportunità di cura dalla Lombardia alla Sicilia. Non è pensabile che ci siano sempre logiche economiche e che queste logiche possano condizionare le scelte politiche". (ANSA).