Coronavirus

Posti letto occupati in terapia intensiva, Bolzano e Trento bocciate

Gli ultimi dati dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali e relativi al 31 gennaio vedono la percentuale scendere al 26%, sotto il livello d'allerta fissato al 30%. Ma 6 zone superano la soglia critica: Friuli Venezia Giulia (34%), Marche (31%), Bolzano (32%), Trento (39%), Puglia (36%), Umbria (42%)

ROMA. Cala ancora, a livello nazionale, il numero di posti letto in terapia intensiva occupati da malati Covid.

Gli ultimi dati dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e relativi al 31 gennaio vedono la percentuale scendere al 26% (rispetto al 28% dello scorso 24 gennaio), ovvero 4 punti sotto il livello d'allerta fissato al 30%. Ma 6 regioni continuano a superare questa soglia definita critica: Friuli Venezia Giulia (34%), Marche (31%), Bolzano (32%), Trento (39%), Puglia (36%), Umbria (42%).

Scende di due punti percentuali rispetto al 24 gennaio anche l'occupazione dei posti in area non critica, arrivati a quota 32%, a fronte di una soglia d'allerta fissata al 40%. Per quanto riguarda i posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti di medicina, pneumologia e infettivologia, la soglia del 40% è superata da 3 regioni: Friuli Venezia Giulia (46%), Marche (45%), Umbria (46%)