Rapporto Crea,per spesa sanità privata 1.700 euro a famiglia



(ANSA) - ROMA, 25 GEN - Al finanziamento della sanità pubblica italiana mancano almeno 50 miliardi per avere un'incidenza media sul Pil simile agli altri Paesi europei. Una delle conseguenze è che cresce la spesa sanitaria privata: quella media arriva a oltre 1.700 euro a famiglia. Tanto che il 5,2% dei nuclei familiari versa in disagio economico per le spese sanitarie; 378.627 nuclei (l'1,5%) si impoveriscono per le spese sanitarie e 610.048 (il 2,3%) sostengono spese sanitarie cosiddette 'catastrofiche'. E' quanto emerge dal 18/mo Rapporto Sanità del Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità (Crea) dell'Università di Roma Tor Vergata, presentato oggi al Cnel.
    Secondo il Rapporto, nel 2021 il finanziamento pubblico si ferma al 75,6% della spesa contro una media EU dell'82,9% e la spesa privata incide per il 2,3% sul Pil contro una media EU del 2% (pari, appunto, a oltre 1.700 euro a nucleo familiare) 'scaricando' sulle famiglie, ad esempio, oltre un miliardo di spesa per farmaci.
    Le cause vanno cercate nei due decenni precedenti. La spesa sanitaria pubblica dal 2000 al 2021, in Italia, è cresciuta del 2,8% medio annuo, il 50% in meno che negli altri Paesi EU di riferimento. E nel 2021 quella del nostro Paese registra una forbice del -38% rispetto ai nostri 'vicini'. Per recuperare il passo degli altri Paesi servirebbe, quindi, una crescita annua del finanziamento di almeno 10 miliardi di euro per 5 anni. "Nei documenti di finanza pubblica - commentano i curatori del Rapporto, Federico Spandonaro, Daniela D'Angela e Barbara Polistena - sono previsti meno di 2 miliardi di euro per anno, quindi circa un settimo del necessario per il riallineamento".
    Se non si interviene, si dovrà passare da un Servizio sanitario nazionale universalistico a uno basato "su una logica di universalismo selettivo, che privilegi l'accesso dei più fragili". (ANSA).
   















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