Trapianti, Bcc Milano a fianco dell'Istituto Mario Negri per studi contro il rigetto



(ANSA) - ROMA, 09 MAR - Migliorare la sopravvivenza a lungo termine degli organi trapiantati, senza che si debbano assumere farmaci antirigetto per tutta la vita. È questo l'obiettivo dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, sostenuto dalla Fondazione Bcc Milano con un contributo complessivo di 900.000 euro in 3 anni destinato a progetti nel campo dei trapianti di organi solidi.
    La chirurgia del trapianto ha fatto passi avanti enormi: la sopravvivenza di rene, cuore e fegato a cinque anni dall'intervento chirurgico è molto buona, si va dall'80% al 90%.
    Quello che preoccupa ammalati, medici e ricercatori sono però i risultati a lungo termine. Questo perché l'organismo tenderebbe naturalmente a rigettare l'organo trapiantato che percepisce come estraneo; per questo è necessario ricorrere all'impiego di farmaci che tengono a bada il sistema immune per proteggere gli organi dal rigetto ma al tempo stesso aumentano il rischio di infezioni, tumori, diabete e problemi cardiovascolari. E, nel tempo, non riescono comunque a prevenire il rigetto cronico, che può compromettere la funzione dell'organo trapiantato.
    Il laboratorio di immunologia del trapianto dell'Istituto Mario Negri ha già raggiunto traguardi importanti grazie anche all'impiego di cellule staminali capaci di creare un ambiente 'tollerogenico': almeno due pazienti, coinvolti in uno studio clinico oggi concluso, vivono da tempo senza una forma di rigetto. Oggi, la ricerca dell'Istituto prosegue con un nuovo approccio basato sulla nanomedicina, con l'obiettivo di sviluppare una forma innovativa di immunoterapia capace di indurre tolleranza senza indebolire le difese dell'organismo.
    "Grazie al generoso sostegno della Fondazione BCC Milano - spiega Giuseppe Remuzzi, direttore del Mario Negri - possiamo continuare a lavorare con l'obiettivo di indurre tolleranza.
    Vogliamo che sia possibile arrivare un giorno non troppo lontano ad avere un trapianto senza rigetto e senza necessità di ricorrere alla terapia immunosoppressiva". (ANSA).
   









Altre notizie



Attualità