Tumore colon,biopsia liquida guida cure,evita quelle inutili



(ANSA) - ROMA, 02 AGO - La scelta della terapia giusta, per il paziente giusto, al momento giusto: un obiettivo che sembra più vicino per il tumore del colon-retto metastatico, grazie alla biopsia liquida che consente di analizzare il DNA tumorale circolante attraverso un prelievo di sangue e così di selezionare i pazienti in base alle caratteristiche molecolari del tumore in quel momento, a prescindere dalle precedenti terapie e dall'intervallo di sospensione. Grazie alla biopsia liquida tra i pazienti senza mutazioni il 30% ha mostrato una risposta obiettiva, un valore superiore rispetto a quello osservato con la selezione dei pazienti secondo criteri solo clinici.
    Lo rivela lo studio clinico interventistico Chronos, coordinato dall'IRCCS Candiolo di Torino e dall'Ospedale Niguarda di Milano, con la collaborazione dell'Università degli Studi di Torino e dell'Università degli Studi di Milano e la partecipazione dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, l'Istituto Oncologico Veneto di Padova e l'IRCCS Candiolo. Lo studio oggi su Nature Medicine, è stato possibile grazie al finanziamento di Fondazione Piemontese per l'Oncologia IRCCS Candiolo in un finanziamento di ricerca AIRC 5x1000.
    "Nei pazienti con tumore al colon-retto metastatico, molte terapie a bersaglio molecolare si basano su anticorpi monoclonali contro i recettori di crescita EGFR, che possono essere utilizzati solo in caso di pazienti senza mutazioni in RAS/BRAF" spiega il professor Alberto Bardelli, co-autore dello studio dell'IRCCS di Candiolo Dipartimento di Oncologia e professore all'Università di Torino - Sebbene la terapia risulti efficace, la maggior parte dei pazienti sottoposti a questo trattamento, può sviluppare nel tempo resistenza al farmaco e la malattia progredisce. A questi pazienti - aggiunge Bardelli - è possibile somministrare una secondo ciclo di terapia, cosiddetta "rechallenge", che consiste nel riprendere le terapie anti-EGFR dopo un periodo di sospensione, una volta che i geni mutati siano scomparsi e la malattia sia tornata sensibile al trattamento. La difficoltà, tuttavia, sta nel capire quando riavviare le cure", superata dall'utilizzo della biopsia liquida. (ANSA).
   















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