Tumore dell'ovaio, una strategia per superare la resistenza alla chemio
Un gruppo di ricercatori della Sapienza Università di Roma ha identificato nuovi meccanismi che consentono al tumore dell'ovaio di sfuggire ai farmaci anti-tumorali. La ricerca, pubblicata sul Journal of Experimental & Clinical Cancer Research, apre la porta a possibili strategie per potenziare l'efficacia della terapia e ridurre il rischio di recidiva.
Tra i tumori femminili, quello dell'ovaio è il quinto per mortalità a livello globale. La tipologia più frequente è il carcinoma ovarico sieroso di alto grado, che rappresenta il 70% dei casi. Una delle maggiori sfide associate a questo tumore è la sua capacità di sviluppare resistenza al trattamento.
Su questo aspetto si sono concentrati i ricercatori della Sapienza, che hanno indagato il ruolo di due proteine - Notch3 e Pin1 - coinvolte in numerosi meccanismi di resistenza a farmaci antitumorali. Il team ha scoperto che quando le pazienti vengono trattate con il farmaco chemioterapico carboplatino, sono proprio queste due proteine a orchestrare una serie di cambiamenti che alimentano la capacità delle cellule di eludere l'attacco del farmaco. Tuttavia, se la proteina Pin1 viene bloccata, Notch3 diminuisce e le cellule diventano più sensibili al trattamento. In questo modo il tumore riduce la sua capacità di diffondersi.
In futuro, dunque, disporre di farmaci inibitori specifici di Pin1, da utilizzare insieme al trattamento convenzionale, potrebbe aumentare l'efficacia delle cure, riducendo il rischio di resistenza e prevenendo le recidive. Occorrono tuttavia ulteriori studi per mettere a punto questi prodotti e avere la conferma della loro efficacia.