Tumori, giocare d’anticipo si può: «Non ignorate gli screening dell’Asl»
Nei maschi il più frequente è alla prostata, poi colon e polmone Nelle donne prevale il tumore al seno, quindi colon e polmone
BOLZANO. «Bisogna agire prima che la malattia si manifesti. Quando l'Asl vi manda a casa la lettera d'invito ai controlli, rispondete. Non lasciatela nel cassetto». Parla così Maria Claudia Bertagnolli, presidente dell'Assistenza tumori (Krebshilfe), all'incontro per la Giornata mondiale contro il cancro. Guido Mazzoleni, già primario di Anatomia patologica al San Maurizio e volontario del Registro Tumori, dice che in Alto Adige si contano 3.065 nuovi casi di tumore l'anno e si tratta soprattutto di over 50/60. «Registriamo stabilità per entrambi i generi con un incremento dei casi dovuto a popolazione più anziana. La mortalità è in diminuzione per i maschi, stabile per le femmine. Fondamentali i controlli ma occorre aumentare l'adesione».
Attenzione a prostata, seno e colon
Gli uomini - riprende Mazzoleni - si ammalano più (1.684 casi l'anno) delle donne (1.381). Nei maschi il tumore più frequente è alla prostata (25% dei casi, sopra la media nazionale del 19%), seguito da vescica (11%), colon retto (10%) e polmone (9%). Nelle donne prevale il tumore al seno (29%), quindi colon retto (11%) e polmone (7,3%). Tra il 2020 e il 2024 - ultimi dati disponibili - sono decedute ogni anno in media 1.189 persone per una patologia tumorale, di cui 637 uomini e 552 donne.
Bassa l'adesione ai controlli
L'Asl invia ai controlli ma in troppi non rispondono. «Occorre migliorare l'organizzazione degli appuntamenti - dice Mazzoleni - semplificare le procedure e mettere in campo una comunicazione più efficace. L'adesione è del 36,1% per lo screening del collo dell'utero, del 59% per la mammografia e solo del 28,6% per il colon retto. Bassa. Questi numeri parlano chiaro: prima di ampliare le fasce d'età, dobbiamo migliorare l'accessibilità e aumentare la partecipazione».
Diagnosi precoce e test dna
La diagnosi precoce dei tumori attraverso i test del Dna (biopsia liquida) è ormai frontiera avanzata. «Possibile individuare, attraverso un semplice prelievo di sangue, frammenti di dna tumorale circolante o cellule tumorali prima della comparsa dei sintomi». I test MCED (Multi-Cancer Early Detection) analizzano alterazioni come la metilazione per rilevare oltre 50 tipi di tumore, promettendo di aumentare l'efficacia dello screening. Gilbert Spizzo, direttore medico del day hospital oncologico dell'ospedale di Bressanone, dice che la medicina personalizzata avanza con straordinaria rapidità. «Grazie ai progressi nella genomica, nella patologia molecolare e nella medicina digitale, disponiamo di strumenti diagnostici e terapeutici fino a pochi anni fa impensabili». Il medico spiega che il test del dna per la predisposizione al cancro è consigliato in presenza di una forte storia familiare, caratterizzata da più casi di tumore (specialmente seno, ovaio, colon, prostata, pancreas, polmone) tra parenti di primo grado, insorgenza in giovane età, o tumori bilaterali. È utile per identificare mutazioni ereditarie (ad esempio i geni BRCA1/2, emblematico il caso dell'attrice Angelina Jolie che si è fatta togliere seno e ovaio e ancora sindrome di Lynch) e attivare programmi di sorveglianza precoce. «In questi casi il mio consiglio è di rivolgersi al medico di famiglia. Sarà lui poi ad indirizzare o meno verso il test del dna».
Siamo quello che mangiamo
Siamo quello che mangiamo e cambiamenti nella dieta possono fare la differenza.Michael Kob, primario del Servizio di Dietetica e Nutrizione Clinica dell'ospedale di Bolzano invita a consumare meno carne rossa e lavorata (insaccati) ad aumentare l'apporto di fibre e ridurre l'alcol. Secondo Humanitas Salute, la carne rossa è classificata come "probabilmente cancerogena" e quella lavorata come "sicuramente cancerogena" , con un aumento del rischio di tumore al colon-retto legato soprattutto all'eccesso. Non è necessaria l'eliminazione totale, ma il consumo deve essere limitato e moderato. Preferibile il consumo di carne bianca, pesce e legumi. «Le analisi internazionali del World Cancer Research Fund e dell'OMS - dice Kob - mostrano che dal 30 al 50% dei tumori è influenzato da fattori legati allo stile di vita - alimentazione, attività fisica, peso corporeo e consumo di alcol.«Continuiamo a ripetere - chiude Kob - che un'alimentazione ricca di frutta e verdura, il movimento quotidiano e un peso corretto siano gli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di ammalarsi di tumore». Lo specialista ricorda inoltre che il sovrappeso e l'obesità sono oggi considerati fattori di rischio per almeno tredici diverse forme tumorali.