>>>ANSA/ Mondo digitale fragile, minacciato da effetti a cascata
(di Leonardo De Cosmo) (ANSA) - ROMA, 05 MAG - Tra tempeste solari, caldo estremo, terremoti e rotture dei cavi internet sottomarini, anche il mondo digitale si scopre fragile, a rischio blackout per mesi di una Pandemia digitale, come l'hanno definita gli autori del rapporto congiunto realizzato da Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del rischio dei disastri e da Sciences Po in Francia.
"Sicuramente siamo molto vulnerabili", ha detto all'ANSA Fabrizio Pirri, del Politecnico di Torino e direttore del Center for Sustainable Future Technologies dell'Istituto Italiano di Tecnologia. "Dipendiamo quasi completamente da strumenti digitali. Basti pensare - ha aggiunto - all'ultima volta che abbiamo usato una piantina stradale cartacea. Oppure pensiamo ai pagamenti o alle nostre comunicazioni: senza digitale non sapremmo più fare moltissime cose".
I rischi di una crisi del digitale sono stati analizzati e catalogati nel rapporto intitolato "Quando i sistemi digitali falliscono: i rischi nascosti del nostro mondo digitale", nel quale si delineano le principali criticità delle infrastrutture digitali terrestri e sottomarine e si propongono interventi per superarle. Lo studio evidenzia, in particolare, come le tecnologie digitali abbiano rivoluzionato il nostro modo di vivere, connetterci e lavorare, eppure la nostra crescente dipendenza da questi sistemi ha generato rischi che spesso passano inosservati.
Una forte tempesta geomagnetica, per esempio. potrebbe disabilitare i satelliti, interrompere i sistemi di navigazione e destabilizzare le reti energetiche, con tempi di ripristino misurati in mesi. Temperature estreme potrebbero sovraccaricare i data center, causando interruzioni dei servizi mobili nonché guasti ai sistemi informatici che controllano i dati sanitari o le transazioni finanziarie. Nel frattempo, terremoti o altri disastri naturali potrebbero interrompere connessioni Internet vitali, rallentando le attività delle aziende e lasciando intere nazioni offline per settimane.
Scenari come questi possono sembrare improbabili, eppure, tutte le vulnerabilità digitali descritte nel rapporto sono reali. Senza contare che nella maggior parte dei casi non abbiamo mantenuto le competenze analogiche capaci di garantire adeguate opzioni di backup, ossia piani B di sicurezza che abbiamo ormai quasi completamento dimenticato. Il rischio, sottolinea il rapporto, è quello di un blocco quasi completo, una sorta di pandemia in forma digitale. "Proprio per questo le infrastrutture sono state realizzate con molte ridondanze: una sovrabbondanza pensata proprio per ridurre i rischi, anche se forse potremmo fare di più in alcuni settori", ha osservato Pirri.
Affrontare eventuali problemi, si rileva nel rapporto, potrebbe essere meno difficile facendosi trovare più preparati, magari investendo in una maggiore analisi dei rischi, rafforzando i sistemi di backup, educando la società a essere più consapevole di questi pericoli e degli strumenti per reagire. "Dobbiamo pianificare, costruire e mantenere le infrastrutture digitali - ha concluso Kamal Kishore, rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per la Riduzione del dischio dei disastri - tenendo conto del rischio sistemico, ora e per il futuro. Le infrastrutture digitali devono essere infrastrutture resilienti". (ANSA).