Mondo digitale fragile, minacciato da effetti a cascata
Tratempeste geomagnetiche,caldo estremo,terremoti erotture dei cavi internet sottomarini, anche ilmondo digitalesi scoprefragile e arischio blackoutper mesi a causa di unaPandemia digitale, come l'hanno definita gli autori del Rapporto congiunto realizzato da Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del rischio di disastri e da Sciences Po in Francia.
"Sicuramentesiamo molto vulnerabili", ha detto all'ANSA Fabrizio Pirri, del Politecnico di Torino e direttore del Center for Sustainable Future Technologies dell'Istituto Italiano di Tecnologia. "Dipendiamo quasi completamente da strumenti digitali. Basti pensare - ha aggiunto - all'ultima volta che abbiamo usato una piantina stradale cartacea. Oppure pensiamo ai pagamenti o alle nostre comunicazioni:senza digitale non sapremmo più fare moltissime cose".
I rischi di una crisi del digitale sono stati analizzati e catalogati nelRapporto intitolato "Quando i sistemi digitali falliscono: i rischi nascosti del nostro mondo digitale", nel quale si delineano leprincipali criticitàdelleinfrastrutture digitaliterrestri e sottomarine e si propongono interventi per superarle. Lo studio evidenzia, in particolare, come le tecnologie digitali abbiano rivoluzionato il nostro modo di vivere, connetterci e lavorare, eppure la nostra crescente dipendenza da questi sistemi ha generato rischi che spesso passano inosservati.
Unaforte tempesta geomagnetica, per esempio. potrebbe disabilitare isatelliti, interrompere isistemi di navigazionee destabilizzare lereti energetiche, con tempi di ripristino misurati in mesi.Temperature estremepotrebbero sovraccaricare idata center, causandointerruzioni deiservizi mobilinonchéguasti aisistemi informaticiche controllano i dati sanitari o le transazioni finanziarie. Nel frattempo,terremoti o altri disastri naturali potrebberointerrompere connessioni Internetvitali, rallentando le attività delle aziende e lasciando intere nazioni offline per settimane.
Scenari come questi possono sembrare improbabili, eppure, tutte levulnerabilità digitali descritte nel rapporto sonoreali. Senza contare che nella maggior parte dei casi non abbiamo mantenuto le competenze analogiche capaci di garantire adeguate opzioni di backup, ossia piani B di sicurezza che abbiamo ormai quasi completamento dimenticato. Il rischio, sottolinea il rapporto, è quello di un blocco quasi completo, una sorta di pandemia in forma digitale. "Proprio per questo leinfrastrutture sono state realizzate conmolte ridondanze: una sovrabbondanza pensata proprio per ridurre i rischi, anche se forse potremmo fare di più in alcuni settori", ha osservato Pirri.
Affrontare eventuali problemi, si rileva nel rapporto, potrebbe essere meno difficile facendosi trovarepiù preparati, magari investendo in unamaggiore analisi dei rischi, rafforzando i sistemi di backup, educando la società a essere più consapevole di questi pericoli e degli strumenti per reagire. "Dobbiamo pianificare, costruire e mantenere le infrastrutture digitali - ha concluso Kamal Kishore, rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per la Riduzione del rischio di disastri - tenendo conto del rischio sistemico, ora e per il futuro. Le infrastrutture digitali devono essere infrastrutture resilienti".