BOLLETTE

Tariffa rifiuti SEAB: bollette d’acconto calmierate per le aziende

Oltre alla scadenza posticipata al 1˚ luglio 2020, le bollette d’acconto per la tariffa rifiuti, che SEAB emetterà nei prossimi giorni, conterranno un’ulteriore agevolazione per le aziende interessate: vista la straordinaria e difficile situazione, nella quale tante aziende si trovano, per la bolletta d’acconto sarà calcolata solo la metà della propria produzione media di rifiuti dell’anno precedente.

Nei prossimi giorni SEAB S.p.A. emetterà le bollette d’acconto per la tariffa rifiuti per le utenze non domestiche. Di norma queste bollette coprono un periodo di 4 mesi ciascuna e vengono calcolate sul 90% della produzione dei rifiuti residui nell’anno precedente. Se un utente quindi nell’anno precedente ha prodotto/conferito in media 100 litri di rifiuti residui al mese, in una bolletta d’acconto troverà il calcolo di 90 litri al mese. Nella bolletta di conguaglio, che le utenze non domestiche ricevono in primavera dell’anno successivo, viene poi verificato il conferimento reale durante l’anno e conguagliato con quanto già pagato dall’utente tramite le bollette d’acconto.


 
A causa delle chiusure imposte per l’emergenza sanitaria e in segno di sostegno per le aziende locali, SEAB per quest’anno cambierà le modalità di calcolo delle bollette d’acconto. Queste saranno calcolate per l’intero anno 2020, in modalità “calmierata”: l’acconto della parte variabile sarà calcolato nella misura massima del 50% della produzione dell’anno precedente, che corrisponde indicativamente alla tariffa minima obbligatoria (ovvero la tariffa che deve essere pagata in ogni caso da un’utenza, calcolata in base alla produzione media di rifiuti delle utenze non domestiche della stessa categoria, come stabilito nel Regolamento comunale sulla tariffa rifiuti). In questo modo, le aziende avranno la possibilità di pagare per l’intero 2020 un importo simile al minimo previsto da regolamento e conguagliare gli eventuali importi dovuti ad una maggiore produzione solo nei primi mesi del 2021. 


 
Le aziende interessate non devono comunque temere una bolletta di conguaglio sproporzionalmente alta: chi ha subito chiusure prolungate a causa dell’emergenza sanitaria, con conseguente calo dei rifiuti prodotti/conferiti pagherà solo per i volumi prodotti e quindi l’eventuale conguaglio terrà conto della minore produzione.

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