Lo scontro

Fondazione Milano-Cortina, la gip di Milano manda alla Consulta il decreto del Governo

La gip Patrizia Nobile ha rimesso alla Corte Costituzionale il decreto del Governo Meloni che considera la fondazione un ente privato. La Procura di Milano sostiene che sia invece pubblica e accusa: la norma ha fermato l’inchiesta su presunte tangenti per gli appalti digitali

MILANO


MILANO. La giudice per le indagini preliminari Patrizia Nobile ha sollevato davanti alla Corte costituzionale la questione di legittimità del decreto del Governo Meloni del 2024 — poi convertito in legge — che ha ribadito la natura di ente di diritto privato della Fondazione Milano-Cortina, il comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali 2026.

La decisione accoglie la richiesta della Procura di Milano, secondo la quale la Fondazione deve essere considerata un organismo di diritto pubblico e non privato. La norma contestata, infatti, avrebbe di fatto bloccato un’inchiesta su presunti affidamenti pilotati tra il 2020 e il 2021, in cambio di ipotizzate tangenti per servizi digitali.

Secondo i magistrati, il decreto avrebbe impedito di proseguire le indagini già in corso, neutralizzando le ipotesi di reato legate agli appalti.

Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha difeso l’operato della Fondazione: «I magistrati stanno cercando di mettere delle zeppe in un’organizzazione che sta funzionando e sta dando risposte eccellenti. Aspettiamo l’esito della decisione della Suprema Corte, ma tutti i comportamenti commessi in vigenza della legge credo escludano la sussistenza di qualunque reato. È anche abbastanza anomalo il comportamento della Procura».













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