Hockey

Il festival del gol premia Villach: Bolzano punito all’overtime 

I Foxes non si riprendono dalla sconfitta con Innsbruck. Solito avvio da incubo dei biancorossi che faticano a produrre gioco. Bernard e compagni vengono superati al termine di una gara “pazza” che il VSV fa sua grazie alla rete decisiva di John Hughes al 64.23 

di Thomas Laconi

VILLACH. Nella sagra del gol e degli orrori di Villach succede di tutto e di più. Poi, come spesso accade, quando arriva l'overtime e le energie se ne sono andate da un pezzo, serve la bacchetta magica di un fuoriclasse per decidere un match. Il protagonista, tanto per cambiare, è John Hughes, uno che all'extratime ha già colpito duro i biancorossi, ai tempi della militanza con i Red Bull.

Bolzano deve inchinarsi alla Stadthalle alla classe dell'attaccante, che a 37 secondi dalla fine del supplementare regala due punti al Villach e decide una serata pazzesca, dove Bolzano e Villach hanno regalato spettacolo, ai tifosi, mandando però in tilt il sistema nervoso di Rob Daum e Doug Mason.

Undici gol, con il Vsv sempre avanti e il Bolzano, con i soliti problema in difesa e un Boyle, purtroppo, ancora in versione oggetto misterioso, bravo a reagire e a trovare nel terzo drittel, in 20 secondi da antologia, due reti, quelle del 5-5, che sembravano il classico preludio ad un sorpasso al fotofinish. Poi l'epilogo, amaro, all'overtime, con un Bolzano a corto di riserva, costretto a giocare con l'uomo in meno.

Per i Foxes, al secondo ko di fila, ecco materializzarsi la prima sconfitta in trasferta della stagione. Il punticino extra può anche andare bene, per i problemi di costanza e attenzione palesati dai Foxes nel corso della gara, dove Villach, ad ogni conclusione, ha dato sempre l'impressione di creare scompiglio davanti a Boyle.

Se a Linz, ci aveva pensato Miceli a decidere i giochi in Zona Cesarini, questa volta è stato Hughes a regalare un dispiacere al Bolzano.

Un punto forse è meglio di niente, ma in casa Foxes il weekend da due sconfitte di fila conferma i problemi di questa squadra. Nota di merito per la reazione al doppio svantaggio e il carattere, basi concrete sulle quali ripartire, rispetto ad un quadro che appare sempre molto confusionario.

Nei due ko consecutivi che chiudono un weekend da un punto, pesano gli undici gol incassati ( troppi) il solito approccio approssimativo alla gara (vedi la partenza da incubo) e un sistema, quello imposto da Mason, che continua a mescolare problemi, come se fase offensiva e difensiva viaggiassero su pianeti opposti e la zona neutra fosse sparita dalla lavagnetta.

Martedì si riparte con la Champions, primo di tre appuntamenti di fila in casa in cinque giorni. Serve una reazione alla ricerca della serenità. Altra nota dolente di un Bolzano che deve trovare, finalmente, una sua identità.

Alla Stadthalle, Bolzano riparte ancora senza Trivellato (tornerà venerdì in campionato), Mason mischia le carte in attacco, ma in avvio i suoi hanno già smarrito la bussola. Pronti, via e Collins, dopo 57 secondi, apre il tabellino con una deviazione che manda al bar Boyle.

Villach è aggressivo e vola sul 2-0 dopo due minuti con Kosmachuck, che punisce un Bolzano sbilanciatissimo. I biancorossi hanno chances (Findlay e Gazley) ma nel primo tempo sparano a salve. Si riparte nel periodo di mezzo e Findlay suona la carica dopo soli 39 secondi in powerplay.

Da quel momento succede di tutto. Karlsson firma il tris davanti a Boyle, lasciato solo nel traffico. Gazley riapre tutto al minuti 37. Nel terzo periodo Pilloni allunga (4-2), Pitschieler riapre i giochi, complice un Bernard non in serata di grazia, poi Lanzinger infila il 5-3, evidenziando i soliti limiti di Boyle. Tutto finito? Figurarsi. In 20 secondi, Maione prende in mano il Bolzano, trova il 5-4 e avvia l'azione del 5-5, dopo un bel triangolo chiuso da Frigo.

I biancorossi chiudono in sofferenza, con l'uomo in meno e sempre in penalty killing, incassano il 6-5 di Hughes. Un punto per le Volpi, che può anche stare stretto. Poca gloria nel weekend biancorosso. Da martedì nuova settimana inglese, a caccia di un sorriso e magari qualche certezza in più. Per ora, questo Bolzano non convince proprio. Tocca a Mason invertire la rotta.