Südtirol, c’è la volata salvezza
I biancorossi attesi da sei finali da qui alla fine del campionato: servono 7/8 punti per poter mantenere la categoria. La sconfitta della Sampdoria nel derby ligure contro lo Spezia agevola la corsa di Ogogwu e compagni. Ma la classifica resta cortissima
BOLZANO. Castorizzazione fase due. La stagione regolare ha praticamente avviato il conto alla rovescia, e, nello stesso tempo, Fabrizio Castori ha avviato la seconda fase del suo credo calcistico. Capiamoci: nella prima versione, il tecnico marchigiano aveva adottato il pensiero della verticalizzazione, ovvero quel sistema di gioco che, nelle intenzioni dell’allenatore, ha permesso alla squadra un atteggiamento aggressivo, offensivo e naturalmente redditizio. Così è stato, e quel sistema di gioco è stato redditizio perché il Südtirol dell’era Castori ha saputo mettere a profitto vittorie e pareggi...punti finiti nel borsino della classifica e che hanno permesso alla squadra biancorossa di uscire dalla zona d’ombra e “galleggiare” nella parte meno traballante della graduatoria. Dalla partita di Brescia in poi, sotto il profilo del gioco la situazione è cambiata.
Se la vittoria con la Sampdoria aveva esaltato i contenuti della verticalizzazione, dalla trasferta in terra bresciana il Südtirol ha mostrato un atteggiamento diverso, meno intraprendente e più cauto. Da quel cambio di marcia il Südtirol è riuscito a portare a casa una vittoria (Cittadella), tre pareggi (Carrarese, Spezia, Cesena) e la sconfitta con il Mantova. Percorso che, intrecciato con i risultati delle altre concorrenti, permette al Südtirol di rimanere sulla mattonella che anticipa il pendio della zona playout. “In questo ultimo spaccato di campionato – ha detto Castori al termine della partita con il Cesena – è essenziale fare punti, dare continuità al percorso...perché la continuità porta alla salvezza”. Pensiero castoriano che, almeno nelle intenzioni, spedisce nel cassetto quell’effetto Castori che tanto aveva galvanizzato gli interpreti in biancorosso, affascinato i tifosi e messo sul chi va là le avversarie. Quale sarà il volto del Südtirol nelle sei partite che mancano alla fine del campionato? Partiamo dal dato numerico, ovvero da quei sette passi che ancora mancano per raggiungere quota 42, considerata al momento il traguardo ideale per la salvezza.
Sette punti (speriamo anche di più) che mister Castori ha intenzione di mettere in cassaforte, cambiando l’io narrante del gioco biancorosso. Il primo cantico si è udito durante il non facile confronto con il Cesena, nel quale l’allenatore marchigiano ha badato al sodo, ostentando al cospetto della forte squadra romagnola uno scacchiere compatto, coeso e che ha saputo muoversi in sincrono. La seconda fase della castorizzazione non prevede barricate davanti alla porta di Adamonis, piuttosto quel fraseggio “razionale”, al quale, francamente, non eravamo abituati a vedere sciorinare alla squadra di Castori. Pur con il modulo invariato, la nuova fase prevede l’inserimento di Kofler nelle vesti di mediano, esperimento (se così si può dire) riuscito contro lo Spezia e valorizzato nella sfida di sabato scorso.
Sarà un Südtirol più accorto e altrettanto manovriero, ma non per questo meno incline alla fase offensiva, dove però serviranno interpreti di “gamba” e con il fuoco agonistico negli occhi. Tutto a posto? No...perché la partita con il Cesena ha messo in evidenza anche le non esal- tanti prestazioni di Veseli, Barreca, Casiraghi ed El Kaouakibi. Capita che non si azzecchi la partita giusta, ma in queste ultime sei giornate di campionato mister Castori dovrà riflettere di più sulle scelte da adottare, allargando lo sguardo agli altri componenti dello spogliatoio. Compreso Alessandro Mallamo, la cui esplosività ed imprevedibilità contro il Cesena è stata relegata in tribuna.