ATLETICA

Yeman Crippa vola: record italiano sui 10 mila 

Campionati mondiali a Doha. L’ultima giornata in Qatar regala al trentino l’ottavo posto Uno storico primato che resisteva da trent’anni strappato al siciliano Salvatore Antibo

di Paolo Trentini

Doha. Yeman Crippa si riscatta nei 10mila e centra il nuovo primato italiano, la staffetta 4x400 è sesta. La decima e ultima giornata dei campionati mondiali in Qatar regala al giudicariese l'ottavo posto mondiale e uno storico record italiano davanti a Salvatore Antibo. Crippa lo ha realizzato con una grande gara, per sette chilometri ha seguito il gruppo dei migliori, non ha risposto quando i keniani Kipruto e Kwemoi hanno aumentato il ritmo, ha stretto i denti e dato il tutto per tutto nell'ultimo giro quando si è accorto che il record italiano era possibile. Una rivincita, e che rivincita, dopo la debacle dei 5mila di 10 giorni fa, che aveva fatto arrabbiare non poco il poliziotto: “Ho passato una settimana arrabbiato – ha riferito a fine gara Crippa - per come è partito il mondiale. Mi sono rifatto e ora vado in vacanza tranquillo con l'obiettivo mondiale centrato. Ringrazio il mio allenatore Massimo Pegoretti, la federazione, la mia famiglia e il mio fisioterapista Lorenzo Pilati per avermi fatto arrivare qua in ottime condizioni. Dopo la gara dei 5mila sono rimasto chiuso in hotel a pensare che non avrebbe dovuto andare così e non poteva finire così. Ci ho messo tutto l'impegno, non potevo deludermi di nuovo e deludere di nuovo, dovevo farce la e ho persino avuto coraggio quando sono andati via e mi sono messo a tirare il gruppo. Non mi è passato per la mente che avrei potuto scoppiare. Nell'ultimo giro, quando ho visto sul tabellone il tempo di 26'10” ho capito che potevo fare il record se chiudevo l'ultima tornata in meno di 65 secondi. L'anno scorso mi sono superato agli europei nei 5000, quest'anno i mondiali erano un altro livello e l'ho pagato. Ora so che posso competere, magari non con i primi, ma subito dopo ci sono pure io anche se oggi ho un po' di rammarico: mi sono fatto scappare gruppo dei migliori quando avrei potuto rimanere attaccato. Alla vigilia dei mondiali avevano detto che si poteva fare il record italiano dei 5000 mentre quello dei 10mila era impossibile: ho fatto il contrario e dimostrato che niente è impossibile”. Per la cronaca il titolo mondiale è dell'ugandese Cheptegei che nel finale ha sorpreso l'etiope Kejelcha.

La serata si era aperta con le semifinali dei 100 ostacoli dove Luminosa Bogliolo non ha brillato come nelle ultime uscite in stagione. Il tempo di 13”06 nella seconda di tre semifinali, non rende merito al suo talento dimostrato venerdì in batteria (12.80). In gara con la primatista del mondo Kendra Harrison e con atlete decisamente più rodate sul piano internazionale, Bogliolo ha provato a spingere ma non ha trovato la stessa fluidità tra le barriere alla quale ci aveva abituato con una sfilza di risultati dalle parti del record italiano. Colpisce il settimo ostacolo, si disunisce e non riesce a chiudere sotto i tredici secondi, anche se la qualificazione in finale dove mai un'italiana è stata presente era oggettivamente fuori portata: l'ultima atleta qualificata è la costaricana Vargas con 12”65, 13 centesimi in meno del personale dell'azzurra. In finale doppietta statunitense con Nia Ali (12”34) davanti a Kendra Harrison (12”46). Il mondiale si chiude con la 4x400 maschile dopo la netta e scontata vittoria degli Usa in campo femminile. L'Italia è in ottava corsia e corre per il record italiano. La vittoria è discorso a due tra gli Usa che nel finale piega le velleità della Giamaica, mentre dietro gli azzurri lanciati da Re in prima frazione viaggiano nelle ultime posizioni e chiudono in 3'02”78, lontani anche dal 3'01”68 delle semifinali di sabato.

Nelle altre gare la tedesca Mihambo attera a 7.30 al quarto salto per distanziare tutte le avversarie, il keniano Timothy Cheruyot è imprendibile nei 1500 (3'29”26) nonostante la generosità di Makhloufi (Algeria) e Levandowski (Polonia) rispettivamente allo stagionale e personale. Infine, novità nel giavellotto dove il Grenada con Anderson Peters (86.89) ottiene il primo titolo nelle gare in pedana.