>ANSA-INTERVISTA/ Master of wine, 'periodo difficile ma si vince con l'italianità'



 (ANSA) - ROMA - "Il vino italiano è in grande difficoltà per il calo dei consumi, l'aumento dei costi di produzione e la riduzione delle marginalità. Affronteremo tappe dolomitiche. C'è richiesta di aziende sempre più strutturate, ma allo stesso tempo agili e capaci di reagire. Un percorso non facile in un Made in Italy costruito da tante Pmi e aziende a carattere spesso familiare. Tuttavia in questo scenario ci sono delle grandissime identità e io sono e rimango estremamente positivo per quello che succederà".


    A parlare è uno dei soli tre super esperti italiani del vino, il Master of wine veneto Andrea Lonardi, che ha ottenuto il titolo nel 2023. Nel mondo sono in tutto 421 i professionisti della materia che possono forgiarsi di questo riconoscimento, distribuiti in 30 Paesi. Gli altri due italiani sono il toscano Gabriele Gorelli, primo Mw italiano dal 2021 e il siciliano Pietro Russo, primo enologo italiano a raggiungere il prestigioso obiettivo.


    Nel presentare il Vigneto Italia agli occhi del mondo, dice all'ANSA Lonardi "porto avanti il valore di italianità nel quale credo. Diventerà importante questa spina dorsale nei vini rossi: Nebbiolo, Sangiovese, Nerello, insieme alle tre grandi frecce del vino bianco, Grillo, Verdicchio e Vermentino. Abbiamo dunque delle opportunità uniche. Dobbiamo coltivare questo, senza il senso di inferiorità tipicamente italiano nei confronti dei Francesi, perché non abbiamo niente in meno nella capacità di esprimere". Tuttavia, afferma il Master of Wine, "servirà un approccio molto più imprenditoriale rispetto al passato.


    Ricordiamoci infine che noi non siamo in questo settore per moda. Chi insegue le mode, davanti alle difficoltà climatiche o di bilancio, domani farà altro. Resiste chi fa questo mestiere, condizionato dal maltempo, dalle fitopatologie, dal mercato - prosegue Lonardi - per cultura, per tenacia, per passione. E la cucina italiana entrata nel patrimonio Unesco è un grande riconoscimento che ci darà una mano per chi vuole vivere il vino con cultura".


    Il Master of Wine è uno dei titoli più ambiti nel settore e viene conferito dall'Institute of Master of Wine, la più antica e autorevole organizzazione del vino al mondo, a chi dimostra un'estrema conoscenza del comparto attraverso un esame, scritto e orale. E proprio in questi giorni una giovane avvocato toscana, Cristina Mercuri, sta consegnando la tesi, summa di anni di dedizione, studi legali e ricerca in vigna e in cantina.


    "Nella nostra squadra l'ingresso femminile è atteso. Ci teniamo e sarà importante per arricchire di competenze diverse questa comunità", sottolinea Lonardi che a Roma ha partecipato alla presentazione di Montebamboli, nuova linea prodotta da Petra lungo la costa toscana. Nel frattempo, precisa, "stiamo dando supporto a ragazzi giovani che sono appena partiti. Per loro ci vorrà chiaramente molto tempo. La nostra è una comunità aperta dove noi Master of Wine abbiamo ricevuto aiuto da altri e abbiamo un senso di restituzione nei confronti dei nuovi candidati, e credo che sia sempre più importante che questa comunità diventi il più grande possibile. Non solo in senso geografico".

    L'Italia, sottolinea "ha tante espressioni, anche di figure professionali. Non conta solo il luogo di provenienza, è importante anche la tipologia di professionalità. Gabriele, ad esempio, è un grande comunicatore, Pietro un giovane enologo molto tecnico. Io invece, figlio di produttori, una figura un po' più trasversale, manageriale e storica del vino, che è molto inusuale nei Master of Wine". Ottenere il titolo, davanti a una commissione d'esame in Spagna, "per me è stato un cambio di passo importante perché mi ha dato molto e mi ha permesso di cambiare il mio software operativo, e di questo avevo forse bisogno come persona, a livello umano: volevo fare uno switch che non avevo ancora fatto". (ANSA).
   









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