Apre a Trieste la fiera Olio Capitale, focus sulle nuove generazioni



(ANSA) - TRIESTE, 13 MAR - Taglio del nastro oggi al Generali Convention Center di Trieste per Olio Capitale: il salone dell'olio extravergine d'oliva tipico e di qualità proseguirà fino al 15 marzo, con 233 espositori, da 14 regioni italiane e dalla Croazia, e buyer da 13 Paesi. Coinvolti anche 25 ristoranti che proporranno piatti in cui l'olio è protagonista e 10 bar con i loro Cockt-oil.
    La fiera è realizzata dalla Camera di commercio Venezia Giulia, attraverso la sua azienda in house Aries ed è co-organizzata dal Comune di Trieste, con partner l'Associazione nazionale delle Città dell'Olio e l'Isnart con il progetto speciale Mirabilia e il sostegno di Io Sono Fvg e Unioncamere.
    A inaugurare il salone è stato il convegno "Generazione Olio: Custodire il futuro". "In questa edizione - ha sottolineato il vicepresidente della Cciaa Vg, Massimiliano Ciarrocchi - abbiamo voluto dedicare il convegno di apertura alle giovani generazioni che portano avanti una produzione agroalimentare di grande tradizione, che nella Campagna olearia 2025 si è attestata tra le 270 e le 290mila tonnellate". Secondo Ciarrocchi è importante "sostenere quei giovani che hanno il coraggio di intraprendere un'attività quale quella agricola, faticosa sicuramente ma che dà un sacco di soddisfazioni".
    Per l'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, Olio Capitale "è importante per la promozione non solo del prodotto olio, ma della regione. Abbiamo la possibilità di ospitare espositori provenienti da tutto il mondo, con numeri molto significativi". "Ormai il turismo dell'olio è un segmento maturo del turismo enogastronomico, è un asset fondamentale del Made in Italy che dobbiamo difendere", ha sottolineato il presidente dell'Associazione nazionale delle Città dell'Olio, Michele Sonnessa. Infine un passaggio sulle politiche europee: "L'olio per noi rappresenta la grande eccellenza che in Europa stiamo cercando di tutelare - ha affermato l'europarlamentare Anna Maria Cisint - anche da acquisti di Paesi terzi che sono molto invadenti e a cui l'Europa purtroppo ha concesso di esserlo". (ANSA).
   









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