Confeuro, nel Lazio aziende agricole in crescita



(ANSA) - ROMA, 09 MAR - "Un territorio regionale dalla storica vocazione agroalimentare, con al suo interno Roma, il comune agricolo più grande d'Europa per estensione (63.000 ettari) e con rilevanti quantità e qualità delle produzioni". E' questo il quadro di sintesi che emerge dal report realizzato da Confeuro sull'agricoltura del Lazio. L'analisi ha messo a sistema i dati dell'Osservatorio statistico - Mondo Agricolo, pubblicato dall'Inps nel 2025 e le elaborazioni Ismea nel rapporto 2024 "Giovani e Agricoltura". "Il quadro che emerge - commenta Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro-Confederazione Agricoltori Europei - restituisce per il Lazio un settore primario in trasformazione, attraversato da segnali contrastanti ma anche da dinamiche di vitalità, soprattutto sul fronte del lavoro dipendente e della presenza giovanile". "Sul versante delle imprese con operai agricoli dipendenti - aggiunge Tiso - i dati Inps dicono che per il Lazio, dopo una fase di sostanziale stabilità tra il 2019 (8.024 aziende) e il 2021 (8.075), si registra un calo nel biennio successivo fino a 7.544 nel 2023. Nel 2024 però il dato risale a 7.768 unità, con un incremento di oltre 200 imprese in un solo anno, in controtendenza rispetto al dato nazionale che segna un -1,1%. Se si considera l'intero periodo 2019-2024, il saldo resta comunque leggermente negativo (circa -250 aziende), segnale di una contrazione strutturale che solo nell'ultimo anno di riferimento mostra un'inversione". "Più dinamico - prosegue il presidente Confeuro - appare il fronte dell'occupazione dipendente: gli operai agricoli nel Lazio passano da 43.693 nel 2023 a 47.034 nel 2024, con un aumento del +7,6%, ben superiore alla media italiana (+2,4%). "Sul fronte giovanile Confeuro ha analizzato il Rapporto Ismea, che segnala nel caso del Lazio "una riduzione delle imprese agricole condotte da giovani: dalle 3.561 del 2018 si scende a 2.913 nel 2023 (-18,2%). "Il calo - sottolinea la Confederazione - è marcato e potrebbe indicare difficoltà nel ricambio imprenditoriale". (ANSA).
   









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