Consorzio Brunello, dazi al 30% ci metterebbero a dura prova



(ANSA) - MONTALCINO (SIENA), 14 LUG - "E' una lettera d'intenti, non è una misura definitiva. Ma, se fosse confermato il dazio al 30%, metterebbe il comparto vitivinicolo nazionale a dura prova, creando un serio problema con gli Stati Uniti, che per Montalcino rappresentano più del 30% dell'export. Avere una gabella come questa creerebbe una difficoltà enorme". Così il presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino Giacomo Bartolommei commenta, a MontalcinoNews.com, la lettera inviata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sull'introduzione dei dazi.
    "Credo che sia necessario trovare un accordo che non metta a repentaglio le nostre realtà - aggiunge -. Non penso ci sia bisogno di un aiuto economico, perché non la reputo una misura idonea, poi si andrebbe a creare una situazione poco chiara di mercato. Bisogna tutelare gli interessi delle aziende attraverso una soluzione diplomatica, permettendoci di lavorare senza alcun tipo di gabella e di guerra commerciale, che non ci riguarda".
    Le nuove misure, osserva ancora, si andrebbero ad aggiungere ad una situazione di mercato già deteriorata per le aziende italiane e di Montalcino dagli altri dazi: "Nei mesi precedenti all'entrata in vigore del dazio al 10% - racconta Bartolommei - c'è stata una grandissima partenza di vino per scongiurare quelli che sarebbero stati gli effetti della gabella. Dopo l'introduzione del dazio al 10% c'è stata un'altra piccola partenza. Ma ora la situazione è molto ingessata, perché le continue minacce di dazi non danno una stabilità agli importatori stessi, che devono fare dei programmi di ritiro, ma non sanno quando farli, perché non si sa quando entra in vigore una misura o l'altra". "Vediamo quello che sarà il dazio - conclude -. Spero che ci sia tutta una diplomazia al lavoro per scongiurare questo scenario. Questi continui scossoni non aiutano a tenere stabile l'intero mondo del vino e l'intero mondo produttivo italiano in generale". (ANSA).
   









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