Fao, crisi Stretto Hormuz minaccia catastrofe alimentare globale



 - Le navi che trasportano prodotti agricoli devono iniziare ad attraversare lo Stretto di Hormuz il prima possibile per scongiurare il rischio di una catastrofe globale, con un aumento dell'inflazione dei prezzi alimentari entro la fine dell'anno. A lanciare l'allarme è la Fao, che parla di una situazione che potrebbe innescare una serie di effetti a catena simili a quelli successivi alla pandemia di Covid. "Il tempo stringe e i calendari agricoli mettono i paesi più poveri a maggior rischio di scarsità e costi elevati di fertilizzanti ed energia", afferma Maximo Torero, capo economista della Fao in un podcast pubblicato con David Laborde, direttore della Divisione di economia agroalimentare dell'Agenzia.


    Il blocco della rotta, da cui dipende tra il 20% e il 45% delle esportazioni agroalimentari mondiali, minaccia le semine già avviate. Il rischio è una reazione a catena: con gli agricoltori che ridurranno l'uso di risorse o dirotteranno i terreni verso i biocarburanti, più redditizi grazie al petrolio caro, ma letali per l'offerta di cibo. Il risultato sarebbero rese inferiori nel biennio 2026-2027 e un'impennata dei prezzi al dettaglio e il bivio decisivo sarà maggio.


    La Fao quindi esorta i governi a evitare restrizioni all'esportazione di energia e fertilizzanti, a valutare gli obblighi relativi ai biocarburanti e se la crisi dovesse prolungarsi, ad attivare meccanismi finanziari urgenti, come la 'Finestra per gli shock alimentari' del Fmi. "A differenza dei disastri naturali, questa è una crisi che i governi possono e devono risolvere", avverte Torero. Se a questo scenario si aggiungessero eventi climatici estremi come un forte El Niño, si creerebbero le condizioni per una 'tempesta perfetta', capace di destabilizzare l'economia globale con un aumento dei tassi di interesse e una frenata della crescita. (ANSA).
   









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