Il vino e l'archeologia della Sardegna binomio vincente al Vinitaly
(ANSA) - VERONA, 14 APR - Al Vinitaly la Camera di Commercio di Cagliari-Oristano presenta un nuovo progetto che unisce passato e presente, ricerca e produzione, cultura e sviluppo: "Il vino, la storia ed il paesaggio. Vino e archeologia in Sardegna", un'iniziativa che propone una lettura inedita del patrimonio vitivinicolo sardo.
Obiettivo dell'iniziativa, in collaborazione con l'associazione Inter Vitis e la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio, la promozione dei manufatti di carattere storico-archeologico di produzioni del vino e di produzioni vitivinicole attuali.
Accanto a loro il Museo archeologico di Santadi, la Soprintendenza archeologica e le cantine di Santadi, Sardus Pater e Contini.
"Con questo progetto la Camera di commercio di Cagliari Oristano intende promuovere una visione integrata dello sviluppo, nella quale il vino diventa non solo eccellenza produttiva, ma anche racconto del territorio, della comunità e delle sue radici più profonde - ha detto Cristiano Erriu, segretario dell'ente camerale - Il progetto ha un forte valore culturale, perché mette in relazione patrimonio archeologico, ricerca scientifica e tradizione vitivinicola, trasformando questa ricchezza in un fattore di attrattività per il sistema turistico regionale, con particolare riferimento all'enoturismo, oggi sempre più orientato verso esperienze autentiche, identitarie e di qualità." Al centro dell'iniziativa c'è una visione integrata che coniuga ricerca scientifica, promozione economica, valorizzazione turistica e narrazione culturale. Per Emanuela Panke, presidente di Iter vitis, "il progetto rappresenta un modello innovativo di integrazione tra patrimonio culturale e filiera vitivinicola, capace di valorizzare in modo coerente il territorio e rafforzare il ruolo delle aziende locali come custodi attive di storia e identità".
Tra le attività previste ricognizioni congiunte tra studiosi e produttori, tavole rotonde, laboratori divulgativi, mostre temporanee e la realizzazione di strumenti narrativi e digitali pensati per rendere accessibili i risultati della ricerca a un pubblico ampio e diversificato. Verranno anche costruiti itinerari tematici capaci di mettere in relazione musei, siti archeologici e cantine. (ANSA).