L'enologo Dino Dini,la vigna soffre il clima estremo,va protetta



(ANSA) - LUOGOSANTO, 03 LUG - "Fare vino buono è la base, però riuscire a farlo oggi è ancora più difficile, perché un conto è la teoria, un altro è la pratica, in cui in campo non c'è solo l'uomo che fa l'operato, ma è presente soprattutto madre natura". Quella natura che nella vallata di Luogosanto dove sono ospitati i vigneti della cantina di Siddùra, è così maestosa e rigogliosa, con querce secolari e una folta vegetazione di macchia mediterranea, ma negli ultimi anni soffre gli effetti del cambiamento climatico.
    In un clima sempre più dai tratti tropicali, in cui anche la notte la temperatura non sta scendendo sotto i 25 gradi, attrezzarsi per evitare che i vitigni soffrano il caldo e la carenza di acqua e quanto mai essenziale se si vuole produrre, e se lo si vuol fare garantendo alti standard di qualità dei vini.
    "C'è un lavoro enorme da fare che parte da subito, non appena si decide di impiantare una vigna, quindi dallo scasso, dalla scelta del sesto d'impianto, dal porta innesto, è da tutti gli interventi mirati fatti con tecnologie specifici. - spiega Luca Vitaletti, agronomo di Siddùra - La pianta soffre tutto come un essere vivente, esattamente come noi, ma il suo ambientamento è lento e richiede sin da subito un'attenzione maniacale nel lavorare affinché si senta bene sempre. Noi di Siddùra in tutti questi anni qualcosa di buono siamo riusciti a farlo perché arriviamo a questo periodo preparati. Già dall'impianto dei vigneti abbiamo utilizzato tecniche che venivano da paesi ben più caldi del nostro, proprio in previsione di questo aumento delle temperature. Oggi ereditiamo delle tecniche di coltura che permettono a me agronomo di poter lavorare con un pizzico in più di serenità, tenendo però sempre presente che la via maestra ce la dà l'uva".
    "La Siddùra di oggi non è la Siddùra di più di dieci anni fa - precisa Dino Dini, enologo della cantina, padre dei vini pluripremiati - E questo è frutto del lavoro e della sinergia di tante persone che hanno sposato la filosofia alla base di questa cantina. Ciò è stato fondamentale per il percorso di crescita che abbiamo affrontato. Non diamo per scontato i risultati che arrivano con i premi, ma ci porremo il problema se non arrivassero perché per noi è fondamentale crescere e far sì che la sinergia tra tutti i componenti del team si concretizzi nella realizzazione di vini che abbiamo ancora da dire sul mercato".
    Arrivano i riconoscimenti e di pari passo anche l'apprezzamento dei consumatori . "Il progetto di A'Mare è appena uscito e ha già ottenuto due medaglie d'oro, ma soprattutto - sottolinea l'enologo - sta andando a ruba, a testimonianza del riscontro più che positivo del pubblico".
    (ANSA).
   









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