La Cantina di Quartu celebra i suoi 100 anni al Vinitaly



- QUARTU SANT'ELENA, 17 APR - La Cantina di Quartu compie cento anni e celebra la ricorrenza al Vinitaly. Un secolo di storia cooperativa per l azienda coi vigneti che si estendono tra Quartu Sant'Elena, Maracalagonis e Sinnai.
    "Rappresenta memoria, identità e capacità di evolversi senza perdere il legame con le proprie radici", sottolinea Lucien Angei, enologo della Cantina che ha rinnovato la presenza a Verona con il Distretto Rurale Sant'Isidoro - DirSi di cui fa parte assieme ad altre due realtà, Fraponti, con le vigne ai piedi del Parco dei Sette Fratelli e Mulleri, a Serdiana.
    Una vetrina prestigiosa, occasione per far conoscere a critici enogastronomici e operatori della stampa specializzata, i vini delle tre aziende che fanno parte del DirSI presieduto da Carlo Secci. Con una degustazione guidata dal giornalista enogastronomico Francesco Bruno Fadda, sono stati proposti un bianco e un rosso per ogni azienda. Per la Cantina di Quartu è stato degustato Capitana, lettura contemporanea di uno dei bianchi più antichi della Sardegna, il nasco, vinificato in versione secca e, per celebrare la ricorrenza, Rosso Riserva 1926, Centenario Cannonau Doc di Sardegna. Fraponti ha puntato sul vermentino Doc di Sardegna Helena Flavia Julia, dedicato alla patrona di Quartu Sant'Elena, medaglia d'oro al concorso internazionale Enologico Vermentino 2024. Poi ancora è stato assaggiato il rosso Nido di Corvo Igt Isola dei Nuraghi, blend di uve nazionali e internazionali da vigne dislocate sulle alture del basso Campidano affacciate sul mare.
    Sono ispirati ai romanzi di Grazia Deledda i vini della cantina Mulleri. Gianluca Mulleri, titolare dell'azienda, ha raccontato ai presenti Dolce Deserto - Moscato di Cagliari Doc e Cenere, Carignano del Sulcis da viti che crescono ad alberello basso, contorte e resistenti, sferzate dal maestrale.
    Il Distretto Rurale Sant'Isidoro nasce per valorizzare le risorse agricole, culturali e ambientali di questi territori. Un sistema coeso, promosso da un partenariato che unisce amministrazioni comunali, Coldiretti, Campagna Amica, associazioni culturali e imprese del territorio. "Un modello - conclude Secci - che punta a trasformare il paesaggio rurale in una leva concreta di sviluppo, identità e coesione".
   









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