Mozzarelle e carni sostenibili col progetto 'One Health-One Welfare-One World'
(ANSA) - BARI, 10 DIC - Un progetto di ricerca durato trenta mesi che ha consentito a Università e aziende specializzate nella produzione di carni, latte e derivati di lavorare spalla a spalla. Uno studio che definisce protocolli produttivi, alimentari e tecnologici in grado di ottenere carne e formaggi con durata di conservazione più lunga, riducendo l'impatto ambientale senza dimenticare il benessere animale. È quanto raggiunto da 'One Health-One Welfare-One World', il progetto che, con l'introduzione di foraggi idroponici di orzo e piselli, e un mix di oli essenziali estratti da alloro e carciofi, aiuta anche la sostenibilità e tutela la salute del bestiame e dei consumatori.
Infatti il campione di 100 volontari che ha partecipato alla ricerca, ha mostrato che l'assunzione di prodotti lavorati secondo i protocolli del progetto, hanno provocato un maggiore beneficio per i batteri buoni dell'intestino. I risultati dello studio saranno presentati domani alle 10.30 negli spazi dell'azienda Matarrese di Alberobello (Bari).
Capofila del progetto è stato il dipartimento di Medicina veterinaria dell'Università di Bari affiancata delle Università del Molise e di Teramo e da una decina di imprese del settore.
Tra le novità introdotte dalla ricerca, ci sono microcapsule rumino-protette che massimizzano l'effetto antimicrobico e antinfiammatorio negli animali.
È risultato anche minore l'impatto degli allevamenti perché la coltivazione idroponica alimentata da reflui zootecnici, ottimizza il consumo idrico ed energetico e produce foraggi freschi dall'elevato valore nutrizionale. Formaggi e carni così prodotte, hanno un contenuto lipidico ridotto e sono più ricchi di fibre. Tutte le procedure e i protocolli sviluppati sono stati certificati e potranno essere adottati dalle aziende per qualificare la produzione secondo criteri verificabili e riconosciuti.
"Il progetto dimostra come la ricerca multidisciplinare possa generare innovazioni concrete per migliorare la qualità delle produzioni, il benessere degli animali e la sostenibilità delle filiere", afferma il responsabile scientifico, Pasquale De Palo evidenziando che "i risultati ottenuti aprono la strada a futuri sviluppi industriali e alla possibilità di trasferire le innovazioni ad altre filiere del settore agroalimentare, confermando il ruolo degli atenei italiani come motore strategico di innovazione sostenibile". (ANSA).