Mugello, saranno riportati a pascolo 347 ettari abbandonati



(ANSA) - FIRENZE, 05 FEB - Otto macroaree per una superficie complessiva di 347 ettari, oggi abbandonate e invase da vegetazione arbustiva e arborea verranno recuperate e ripristinate per tornare nuovamente 'attive' grazie a Mugello Praterie. Si tratta di un progetto di tutela della biodiversità che l'Unione montana dei Comuni del Mugello attuerà nei complessi forestali Giogo-Casaglia e Alpe 1, facenti parte del demanio regionale in gestione. Il progetto è finanziato dalla Toscana con un milione e 307mila euro, risorse europee del Fondo sviluppo rurale (Fesr) 2021-2027. Le aree interessate sono Valdiccioli-Casa all'Alpe, Giogo, Altello Cannova, Moscheta, La Collinaccia, Rifredo-Fognano, Prati Piani, Valmora-Gattoleto.
    "Il progetto si basa su un duplice approccio: ripristinare la funzionalità ecologica di questi ambienti, creando al contempo le condizioni idonee per una loro futura conservazione attraverso il pascolamento estensivo - sottolinea l'assessore alla forestazione Leonardo Romagnoli - Si prevede di migliorare lo stato di conservazione, ripristinare, incrementare la resilienza al cambiamento climatico, migliorare la funzionalità ecologica, favorire il reinsediamento sul territorio di attività pastorali estensive per una gestione sostenibile e duratura degli habitat, realizzare strutture funzionali alla gestione pastorale, come abbeveratoi, recinzioni".
    Nello specifico, spiega ancora, "si opererà con il decespugliamento delle specie invasive (felci, rovi) e successivamente con la preparazione del terreno e la trasemina, ossia la dispersione dei semi di valore ecologico. La pratica della trasemina sarà eseguita adoperando il fiorume, un miscuglio di semi di elevato pregio naturalistico ricavato dal taglio delle punte di essenze autoctone da prati donatori selezionati all'interno del territorio demaniale regionale che l'ente gestisce".
    Negli interventi sono compresi il ripristino di un bacino di raccolta d'acqua piovana, sistemi di accumulo dell'acqua e abbeveratoi, recinzioni di protezione. Una volta ripristinata la vocazione a pascolo, le aree potranno essere poste in concessione a realtà zootecniche per il pascolamento estensivo, con una gestione produttiva, sostenibile e conservativa. (ANSA).
   









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