Sace, 'Vietnam, Corea del Sud e India nuovi mercati per agroalimentare italiano'



(ANSA) - ROMA, 06 MAG - Corea del Sud, Vietnam e India nuove frontiere e mercati chiave per l'agroalimentare italiano, trainati da urbanizzazione, crescita del reddito e ampliamento della classe media. Prospettive particolarmente positive nei Paesi asiatici perchè è qui che si concentrerà quasi un terzo della nuova domanda globale di alimenti entro il 2034.
    Questo uno degli elementi centrali della fotografia sui trend dell'agroalimentare italiano e sull'export del settore scattata dall'ufficio studi di Sace, la Export Credit Agency italiana partecipata dal ministero dell'Economia e delle Finanze, nel Focus On 'Food' realizzato in occasione del salone Tuttofood al via la prossima settimana a Milano.
    "La diversificazione dei mercati di destinazione - si legge nel report - è la strategia su cui devono puntare le imprese del settore per continuare a crescere a livello internazionale, anche alla luce dei recenti accordi commerciali siglati dall'Unione Europea con Paesi Mercosur, India e Australia".
    In particolare, la Corea del Sud punta a consumare sempre più prodotti di qualità e tracciabili, in particolare formaggi e latticini, alimenti da forno e oli e grassi; il Vietnam sarà un buon bacino di domanda, favorito anche dal ruolo del Paese come hub regionale dell'area; l'India si posiziona come mercato per i segmenti premium e horeca internazionale.
    Per quanto riguarda il bilancio del made in Italy, la filiera nel 2023, ricorda Sace su base di dati Istat, ha generato oltre 660 miliardi di euro di fatturato e 141 miliardi di valore aggiunto, grazie a circa 791mila imprese e oltre 3 milioni di occupati; 858 prodotti certificati Dop, Igp e Stg; nel 2025 export di 72,5 miliardi di euro (+5%), di cui 62,5 miliardi per alimentari, bevande e tabacco e 10 miliardi per prodotti agricoli. Una crescita trainata da comparti come altri prodotti alimentari (+12,7%), prodotti agricoli (+9,4%), formaggi e latticini (+13,7%), carni (+10,4%) e prodotti da forno e farinacei (+3%). Le vendite di frutta e ortaggi sono rimaste stabili, mentre sono diminuite quelle di bevande (-2,5%) - in particolare il vino (-3,7% a 7,8 miliardi di euro) - e oli e grassi (-8,6%) - su cui ha pesato la decisa flessione dell'olio di oliva (-20% a 2,5 miliardi di euuro).
    Esportazioni concentrate soprattutto verso i Paesi Ue (59%).
    (ANSA).
   









Altre notizie



Attualità