Sardegna destinazione enoturistica riconoscibile
(ANSA) - CAGLIARI , 15 APR - Un circuito diffuso su scala regionale per sviluppare il turismo del vino e la destagionalizzazione. Il progetto Res- Rete Enoturismo Sardegna - fa il suo esordio nazionale al Vinitaly. Un progetto pilota che riunisce le cantine sarde, finanziato dall'assessorato dell'Agricoltura. Un modello di sviluppo dal basso fondato sulla cooperazione per un settore in costante crescita negli ultimi anni, quello dell'enoturismo.
L'incontro, ospitato nello spazio istituzionale della Regione, ha chiamato a raccolta operatori, esperti e stakeholder del settore per una riflessione sulle prospettive del turismo del vino in Italia e sul ruolo delle reti territoriali. Un primo passo di posizionamento nei circuiti nazionali dell'enoturismo, con l'obiettivo di avviare relazioni, scambi di buone pratiche e future collaborazioni. Importante è stata infatti la partecipazione accanto al presidente del Res Luigi Cau, di Chiara Astolfi, direttrice di Destinazione Romagna e Fausto Faggioli, presidente della Commissione Nazionale Turismo della Cim - Confederazione Italiani nel Mondo. Dal confronto con le altre realtà regionali già affermate, è emersa la necessità di superare la frammentazione del comparto e costruire modelli organizzati capaci di integrare produzione, accoglienza e narrazione del territorio sardo. Tra le attività sono previsti percorsi di formazione per gli operatori, azioni di animazione territoriale e iniziative di confronto internazionale.
"La sfida principale oggi è passare da una somma di eccellenze individuali a un sistema organizzato capace di parlare con una sola voce - dichiara Luigi Cau - Con questo progetto di rete vogliamo costruire strumenti concreti per integrare l'attività produttiva con quella turistica, offrendo alle imprese nuove opportunità di sviluppo e contribuendo a rendere la Sardegna una destinazione enoturistica riconoscibile".
Res attraversa territori tra loro diversi per caratteristiche paesaggistiche, identità culturale e tradizioni enogastronomiche. Dalle aree costiere a quelle interne, la rete valorizza questa diversità come elemento distintivo, costruendo un'offerta integrata in cui ogni territorio contribuisce con le proprie specificità.